di Danilo Nardoni
Danza e musica. Corpo e suono. ‘WHAT’S YOUR nAIM?’ di Edoardo Guarducci, con la coreografia di Cornelia Dance Company, sarà protagonista nella serata di domenica 27 agosto al teatro Comunale di Todi, per poi intraprendere un tour che punta a travalicare anche i confini nazionali. Dopo molti anni, e svariate co-produzioni, il Todi Festival torna a cimentarsi in una propria produzione, curandone tutti i dettagli, dall’ideazione alla distribuzione, sia in Italia che all’estero. Questa anteprima nazionale sarà il secondo spettacolo della 37/a edizione della manifestazione (26 agosto – 3 settembre), dopo l’avvio con l’omaggio di Iaia Forte alla poetessa tuderte Patrizia Cavalli, anche qui per un debutto nazionale con “Vita meravigliosa”.
L’autore e i coreografi della compagnia di danza contemporanea Cornelia hanno presentato lo spettacolo a Perugia insieme al sindaco di Todi Antonino Ruggiano, il quale ha parlato di un festival “vetrina” non solo di una città “in fermento” ma dell’Umbria intera, e al direttore artistico di Todi Festival Eugenio Guarducci che per l’ottavo anno consecutivo è stato confermato al timone della kermesse di teatro, musica, arti visive e letteratura fondata nel 1987 da Silvano Spada. Durante la presentazione, protagonista anche il Grechetto di Todi Roccafiore Limited Edition, bottiglia ufficiale di Todi Festival 2023 presentata per l’ottavo anno consecutivo grazie alla partnership con Cantina Roccafiore.

In scena per ‘WHAT’S YOUR nAIM?’ ci saranno i danzatori Eleonora Greco, Marta Ledeman, Marco Munno e Francesco Russo accompagnati dal live music performer Flavio Paglialunga. Il disegno luci è a cura di Fabio Massimo Sunzini e Walter Gismondi, mentre il movimento del corpo è guidato dal progetto sonoro e dalla composizione musicale firmati Inude, trio elettro-pop che ha composto la colonna musicale. La scenografia e i costumi sono realizzati da Atmo. È quindi un progetto maturato all’interno di Atmo, come ha precisato Eugenio Guarducci, “perché abbiamo usato tutte le frecce nell’arco della nostra realtà di piccola ma incisiva industria culturale creativa, con il coinvolgimento di tutti i nostri reparti di produzione”. Una originale produzione che Guarducci si augura “possa raccogliere l’interesse di altri operatori culturali del nostro Paese”. Lo spettacolo – è stato spiegato – accende i riflettori su un interrogativo provocatorio che fonde in un unico termine, “nAIM”, l’espressione name (nome) e AIM (goal, obiettivo): un gioco di parole e un invito a riflettere “sull’invadente dinamica sociale che induce a circoscrivere e limitare la propria identità a un mero scopo, spesso frutto di pressioni, ambizioni e pretese di origine genitoriale o comunque esterne”. “L’incontro con Cornelia è stato la chiave di volta per dare una forma scenica al concept creativo” ha affermato ancora l’autore.
Visto che lo spettacolo affronta un tema delicato e attuale come quello legato alla ricerca della propria identità, nella coreografia, ha dichiarato infine il coreografo Nyko Piscopo a nome della compagnia, “si è deciso quindi di lavorare sulla caratterizzazione di quattro differenti personalità a cui sono affidate altrettante sfumature dell’essere”. Durante la performance, pertanto, il suono si fa vivo all’interno di una scenografia che rappresenta una “dimensione altra” con cui l’uomo si confronta continuamente, maturando la propria consapevolezza, nel tentativo di liberarsi dalle costrizioni che provengono dall’ambiente esterno.
