Sabato e domenica, 8 e 9 agosto, a Baschi, torna il Festival ‘Immagini e Suoni di Paesaggi’ nell’ex cava di travertino a Scoppieto che torna ad ospitare concerti dopo quasi 10 anni di silenzio. Pietra chiara, pareti che salgono verso il cielo aperto, un’acustica che appartiene solo ai luoghi formati dalla natura, un silenzio che a sera si trasforma in qualcosa di raro. Dal 2007 al 2017, per undici edizioni consecutive, questo luogo ha ospitato musica, teatro e parole davanti a platee sempre più numerose. Quasi dieci anni dopo, la cava torna ad ascoltare. La XII edizione del festival — promossa dal Comune di Baschi e realizzata grazie al sostegno del Gal Ternano nell’ambito della Strategia di Sviluppo Locale 2023–2027 propone due spettacoli capaci di abitare quel luogo, non solo occuparlo.
Sabato 8 agosto, Claudia Fofi, Paolo Ceccarelli e Andrea Rellini portano nella cava ‘L’ombra della luce’, un tributo intimo al Battiato mistico e spirituale: voce, chitarra elettrica e violoncello per un concerto che cerca, come il maestro catanese, i luoghi dell’anima difficili da nominare. Domenica 9 agosto è la volta di Tetrachoric — Tiziano Tetro, Fabio Ceccarelli e Matteo Fabrizi — con un viaggio sonoro tra jazz, colonne sonore e le atmosfere di Piazzolla e Mancini, dove la cava stessa diventa il quarto strumento del trio. Ogni serata è preceduta da una passeggiata guidata al tramonto nel territorio: un anello di 5 km tra la Chiesa di San Pietro, la Fornace Romana e il paesaggio collinare di Scoppieto, per arrivare alla musica camminando attraverso la storia, con rientro alla cava in tempo per il concerto.
La passeggiata, condotta da una guida escursionistica ambientale, è gratuita su prenotazione ed è pensata per chi vuole arrivare alla musica camminando attraverso la storia e il paesaggio: il pubblico non arriva allo spettacolo, ci cammina dentro. Il concerto serale ha inizio alle ore 21:30. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti. Il viceindaco Fabio Carloni: «Chi conosce la cava di Scoppieto sa che è un posto che non ha bisogno di essere trasformato per diventare teatro. Bastava aspettare la musica giusta. Dopo quasi dieci anni siamo felici di restituire questo luogo alla comunità e a chi viene a scoprirlo, con un festival che ne rispetta la storia e l’anima».
