Un anno fatto di spettacoli, emozioni, paure superate e primi importanti traguardi nel mondo drag queen. Dietro il personaggio che si fa chiamare Britney Spritz c’è un ragazzo ternano che ha deciso di trasformare la propria passione per il playback, il ballo e lo spettacolo in qualcosa di autentico e personale. Dalle prime esibizioni, fino al terzo posto al concorso ‘Miss Drag Queen Umbria +’. Umbria24 si è fatta raccontare dal giovane il suo percorso, a testimonianza di come sia importante esprimere se stessi, di come l’arte sia libertà.

Tutto è nato quasi per gioco, tra una battuta e la voglia di alleggerire un periodo difficile. Ma oggi Britney Spritz è diventata molto di più: è un alter ego, una forma d’arte, un modo per raccontarsi senza filtri. «Ho sempre cantato e ballato sotto la doccia – racconta a Umbria24 – ma durante un periodo complicato, dopo un periodo di volontariato al Jonas Club di Terni con un’amica, scherzando è uscito fuori il nome ‘Britney Spritz’. Da lì è iniziato tutto». La prima vera occasione per mettersi in gioco arriva durante l’Umbria Pride di Terni dello scorso anno. «Ho deciso di sperimentarmi in questo nuovo mondo e creare il personaggio di Britney Spritz. Lei è il mio alter ego, la mia massima espressione. Tira fuori il vero me e mi aiuta a esprimermi come vorrei, in un modo che spesso la società non permette». Da quel momento iniziano le prime esibizioni tra Terni e Rieti, passando per il Jonas Club, luogo che considera ormai ‘casa’. Ma affrontare palchi fuori città non è stato semplice. «La paura di non piacere era tanta, ma mi sono ricreduta vedendo le reazioni del pubblico». Accanto al sostegno di amici e persone vicine, però, non sono mancati episodi spiacevoli. «Ci sono persone che mi appoggiano molto in quello che faccio, ma capita anche di incontrare chi è contrario. Ho ricevuto avance non richieste e atteggiamenti fuori luogo. Vorrei far capire che quello della drag queen è un lavoro artistico vero e proprio».

Uno dei momenti più importanti di questo primo anno è stato il debutto nel concorso ‘Miss Drag Queen Umbria +’, andato in scena domenica 10 maggio al teatro Arca di Corciano. Alla sua prima competizione Britney Spritz si è classificata terza, conquistando però il pubblico presente. «Per me è stata comunque una vittoria, era solo il mio sesto spettacolo». Per l’occasione ha scelto di portare sul palco una reinterpretazione della leggenda di Thyrus, il drago simbolo di Terni. «Essendo io ternana volevo rappresentare qualcosa che parlasse davvero delle mie radici». Nasce così Tyra, una ‘draghessa’ elegante e scenica, lontana dall’immagine tradizionale del mostro. «Tyra rappresenta la forza, la rinascita e il coraggio di trasformare ciò che viene visto come diverso in qualcosa di bello e fiero. Attraverso questo costume ho voluto unire la tradizione della mia città con il mondo drag, che per me significa espressione, trasformazione e libertà». Per la sua esibizione Britney ha portato sul palco ‘Dimenticarsi alle 7’ di Elodie, artista che considera una delle sue principali ispirazioni. «Quella canzone parla di libertà e trasformazione. È anche grazie a lei, mio idolo, se è nata Britney Spritz».

Durante l’esibizione il messaggio è diventato ancora più esplicito attraverso un dettaglio simbolico: una lunga cappa nera che all’inizio copriva il costume. «Rappresentava il giudizio, le discriminazioni e la paura di essere sé stessi. A un certo punto cade, per descrivere così la forza di liberarci da tutto ciò che ci spegne e lasciare finalmente spazio a chi siamo davvero». A quasi un anno dalla nascita di Britney Spritz, quello che sembrava soltanto un sogno lontano oggi è diventato realtà. «Essere qui, su un palco, in meno di un anno è per me un grandissimo onore e una grandissima opportunità». Britney non dimentica chi l’ha accompagnata durante questo primo anno di percorso artistico. Un ringraziamento speciale va infatti ai suoi compagni del Jonas Club di Terni e al presidente dell’associazione Filippo Pesciaioli, che l’hanno sostenuta fin dall’inizio facendola sentire accolta e libera di esprimersi. «Al Jonas Club mi sono sempre sentita accettata – racconta – ed è anche grazie alle persone che ho trovato lì se oggi riesco a salire su un palco con più sicurezza». Conclude con un messaggio che racchiude il senso più profondo della sua esperienza artistica: «La cosa più importante è avere la possibilità di esprimerci liberamente attraverso la nostra arte. Ognuna a modo suo, ognuna in maniera unica e speciale».

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