di A.G.
Sarà il classico di Molière ‘L’avaro’ a inaugurare sabato 20 gennaio la stagione di prosa del teatro Sociale di Amelia, nell’adattamento di Ugo Chiti con la notevole prova attoriale di Alessandro Benvenuti. A seguire, il popolare attore David Coco in ‘Il giuramento’, il nuovo spettacolo di Ascanio Celestini ‘Pueblo’ e la storia di San Francesco in musica e parole tratta dal romanzo di Aldo Nove sul poverello di Assisi.
L’avaro Amaro e irresistibilmente comico, ‘L’avaro’ di Molière riesce a essere un capolavoro immortale e, nello stesso tempo, a raccontare il presente senza bisogno di trasposizioni o interpretazioni forzate. L’adattamento rispettoso e illuminante di Ugo Chiti innesta le vicende del grande classico nel linguaggio crudo e a volte comicissimo che gli è proprio e che diventa tutt’uno con la sua regia, scavando nelle psicologie dei personaggi. Grazie all’apporto del “primattore” Benvenuti, pur seguendo con grandissimo rispetto la vicenda, i tempi e la lettera del grande classico, il testo della riscrittura si plasma e si radica nel corpo della compagnia. Arpagone, classica figura del vecchio taccagno incallito, protagonista della commedia, usa tutto e tutti, figli compresi, per accumulare e moltiplicare il suo denaro. Avremo dunque progetti di matrimoni combinati, equivoci, amori segreti, prestiti al limite dello strozzinaggio, un furto clamoroso di ben diecimila ducati d’oro e un lieto fine dove amori e denari troveranno i rispettivi, più giusti, destinatari. Accanto a Benvenuti nei panni del protagonista, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Paolo Ciotti, Gabriele Giaffreda ed Elisa Proietti.
Gli altri spettacoli Domenica 11 febbraio il popolare attore David Coco sara protagonista de ‘Il giuramento’, emozionante testo di Claudio Fava. Una vicenda toccante ambientata nel 1931 quando, nelle università italiane, il regime fascista scelse di mandare via i dodici professori che si rifiutarono di giurare fedeltà al re e al duce. Il giorno dopo le cattedre dei reprobi furono immediatamente riassegnate. Nessuno dei nuovi docenti si tirò indietro. Alla storia resteranno solo i nomi dei dodici che seppero dire di no a Mussolini. Mercoledì 14 marzo Ascanio Celestini, fra i più rappresentativi artisti del teatro di narrazione italiano, accompagnato dalle musiche originali composte da Gianluca Casadei, in ‘Pueblo’ crea un nuovo ritratto dei margini della società e invita lo spettatore a identificarsi con i suoi protagonisti: personaggi che, al di là della loro particolare condizione sociale, affrontano la propria condizione di esseri umani. Venerdì 6 aprile la chiusura di stagione è affidata a ‘Cantico’, spettacolo scritto e interpretato Giulia Zeetti, per una produzione Teatro stabile dell’Umbria in collaborazione con l’associazione culturale Gli Instabili e con il patrocinio della Basilica Papale e Sacro Convento di S. Francesco in Assisi. Una storia tratta dal libro di Aldo Nove ‘Tutta la luce del mondo. Il romanzo di San Francesco’ e raccontata con la musica attraverso brani tratti dalla tradizione gregoriana e dai Laudari, in originale e rivisitati. Musica come universo mistico di suoni e canto come racconto, come voce che narra e che tocca il cuore e le orecchie di un bambino: il bambino Piccardo, nipote di Francesco che si mette alla ricerca di questo suo strano zio, santo e matto
