Lo chef stellato Gianfranco Vissani

di Maurizio Troccoli

Cari lettori, la notte di San Silvestro è da sempre uno dei momenti in cui l’alta ristorazione misura se stessa. Menu speciali, prezzi fuori dall’ordinario, attese e confronti che diventano inevitabili. Anche per l’Umbria, regione che negli ultimi anni ha consolidato una presenza stabile nella guida Michelin, il cenone di Capodanno rappresenta un banco di prova interessante, soprattutto se messo in relazione con i grandi nomi della cucina italiana.

In Umbria il riferimento più noto resta Casa Vissani, a Baschi, nel Ternano. Il ristorante di Gianfranco Vissani ha segnato per decenni la storia della cucina d’autore italiana e umbra, ma il 2025 si chiude con una novità rilevante: la perdita dell’ultima stella Michelin. Un passaggio che ha fatto discutere e che rende ancora più interessante osservare il posizionamento del ristorante proprio nella serata simbolo dell’anno.

Per il Capodanno 2025-2026 Casa Vissani propone un cenone al prezzo di 280 euro a persona, bevande escluse. A cui possibile aggiungere una scelta di calici a 100 euro, oppure bottiglie a piacimento. Il menu, come da tradizione della casa, è articolato in più portate e accompagnato da un’esperienza che va oltre la tavola, con intrattenimento musicale e momenti pensati per scandire l’attesa della mezzanotte. Una cifra importante, ma che si colloca nettamente sotto i prezzi dei grandi ristoranti pluristellati italiani.

Qui emerge una prima curiosità: negli anni precedenti, quando Casa Vissani era ancora presente in guida con la stella Michelin, i prezzi del cenone si muovevano su cifre analoghe, talvolta leggermente superiori, ma comunque lontane dalle soglie dei top chef nazionali. La perdita della stella, almeno per ora, non sembra aver inciso in modo significativo sul prezzo del San Silvestro, segno di una scelta di continuità e di un posizionamento che punta più sull’identità storica del ristorante che sul riconoscimento della guida.

Accanto a Vissani, l’Umbria può contare su un gruppo di ristoranti stellati che negli ultimi anni hanno contribuito a ridefinire l’immagine gastronomica della regione. Ada a Perugia, Elementi a Torgiano, Une a Capodacqua di Foligno e Vespasia a Norcia rappresentano l’ossatura dell’alta cucina umbra. Si tratta di ristoranti con menù degustazione ordinari che superano abitualmente i 100-150 euro a persona e che, per la notte di Capodanno, propongono esperienze rafforzate, spesso riservate a una clientela selezionata.

Non tutti questi locali rendono pubblici con largo anticipo i prezzi dei cenoni di San Silvestro, preferendo la prenotazione diretta o formule legate anche all’ospitalità. Dai dati disponibili e dalle esperienze degli anni precedenti, i cenoni stellati umbri tendono comunque a collocarsi in una fascia compresa tra 200 e 300 euro a persona, mantenendo una distanza netta dai livelli di prezzo dei grandi ristoranti a tre stelle Michelin.

Il confronto con l’alta ristorazione nazionale chiarisce ancora meglio il quadro. A Villa Crespi, sul lago d’Orta, il ristorante tre stelle Michelin di Antonino Cannavacciuolo propone per il Capodanno 2025-2026 un cenone che si aggira intorno ai 550 euro a persona, bevande escluse. Una cifra che segna quasi il doppio rispetto alla proposta di Casa Vissani e che rispecchia una tendenza consolidata: i grandi nomi della cucina italiana, soprattutto quelli con più stelle Michelin, collocano il San Silvestro su una fascia di prezzo che parte dai 450-500 euro e può salire sensibilmente se abbinata a pacchetti di soggiorno e servizi esclusivi.

Lo stesso accade in altri indirizzi simbolo dell’alta cucina italiana, dove il cenone di Capodanno diventa un’esperienza totale, costruita attorno al lusso della location, alla rarità delle materie prime e a un servizio pensato per un pubblico spesso internazionale. In questo scenario, l’Umbria si distingue per una proposta diversa: meno spettacolare, meno costosa, ma fortemente legata al territorio e a una dimensione più raccolta dell’esperienza gastronomica.

Il dato che emerge è chiaro. L’alta ristorazione umbra, anche nella notte più cara dell’anno, mantiene prezzi importanti ma ancora accessibili se confrontati con quelli dei grandi chef italiani. Casa Vissani resta il simbolo di questo equilibrio.

Chi conosce l’Umbria sa che questa piccola regione non teme sfide: sa toccare punte alte anche quando si parla di lusso. Ma raramente lo sgancia dall’autenticità. Questo ne fa un tratto distintivo.

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