di D.N.
Un altro passo per lo sviluppo della coltivazione della nocciola in Umbria è stato fatto nei giorni scorsi con la costituzione del Coordinamento tecnico di Confagricoltura Umbria, un primo nucleo di esperti, provenienti anche dalla ricerca universitaria, con il compito di favorire la crescita della corilicoltura regionale. Intanto a Bevagna, proprio in questo giorni, torna anche la ‘Festa della Nocciola’ dove in un incontro si parlerà anche del nuovo Coordinamento tecnico. L’evento, unico in Umbria, avrà un programma vivace e si svolgerà in due momenti: un’anteprima prevista dall’1 al 4 novembre e una fase centrale dal 29 al 31 dicembre.
Nocciola Umbria Il gruppo tecnico Nocciola Umbria è composto attualmente da Alessandro Monacelli, agronomo e dirigente Confagricoltura Umbria, da Mauro Brunetti per la Fondazione per l’Istruzione Agraria, Alessandro Ortenzi in rappresentanza di Proagri, dalla professoressa Daniela Farinelli dell’Università degli Studi di Perugia, dai tecnici di Confagricoltura Umbria Laura Zacchi, Gianfrancesco Petroni, Roberto Macchioni e dal direttore dell’associazione regionale Cristiano Casagrande. Il gruppo è comunque aperto a nuove figure che intendano contribuire all’obiettivo di promuovere e realizzare la filiera della nocciola umbra.
Obiettivi Tra i primi obiettivi concreti che il coordinamento stesso si è dato vi è l’organizzazione di iniziative informative ulteriori rispetto a quelle già organizzate nei mesi scorsi, nonché di giornate formative specifiche, dedicate ad agricoltori, addetti e tecnici. E’ fondamentale infatti – è spiegato in una nota diffusa dopo la costituzione del coordinamento – la diffusione della conoscenza agronomica della coltivazione del nocciolo con particolare riferimento alle caratteristiche che essa richiede, sia su base ambientale (microclima, pedologia e caratteristiche chimiche del terreno, disponibilità di acqua..) sia vivaistica (scelta varietale e metodo di propagazione, certezza varietale, certezza sanità del materiale), le tipologie di impianto e le tecniche colturali. Il coordinamento intende promuovere anche la formazione di tecnici in grado di fornire assistenza alle aziende e la costituzione di adeguati rapporti di filiera attraverso le Organizzazioni di produttori. Un’altra delle azioni da mettere in campo – spiegano da Confagricoltura – sarà anche quella di censire gli impianti finora realizzati e di effettuare una mappatura dei suoli che abbiano le caratteristiche idonee per la corilicoltura, arrivando ad una vera e propria Carta di vocazionalità.
Proposte Nella consapevolezza «di alcune difficoltà che il settore si troverà ad affrontare», il coordinamento tecnico ha, inoltre, prospettato alcune ipotesi di lavoro da porre sui tavoli istituzionali, quali, ad esempio, la redazione di una norma che, come per le tartufaie, permetta di recintare le aree coltivate a nocciolo, per difenderle dai cinghiali, la possibilità di utilizzare il PSR per gli impianti di irrigazione da qualunque fonte idrica, al fine di soddisfare le esigenze idriche della coltivazione e, infine, rivedere la politica e le norme irrigue per consentire la facile realizzazione di nuovi invasi aziendali o consortili. «La limitata conoscenza coltura della nocciola nelle competenze dell’agricoltura regionale – spiega Fabio Rossi, presidente di Confagricoltura Umbria – ha spinto Confagricoltura Umbria a dare vita al coordinamento tecnico per dare concretezza agli obiettivi di sviluppo che ci siamo posti in questo ambito. Del resto, l’agricoltura in Umbria ha estrema necessità di recuperare reddito non solo con le produzioni tradizionali, ma anche introducendo nuove produzioni, talvolta partendo da specie autoctone ma non valorizzate con adeguati processi produttivi e filiere organizzate».
Coltivazione in Umbria Le prime esperienze di coltivazione del nocciolo in Umbria sono partite da qualche anno, sulla spinta di una domanda internazionale crescente e di una produzione italiana deficitaria sia sul piano del consumo interno che delle esportazioni. Da subito, la nuova coltura ha suscitato l’interesse del mondo dolciario, come dimostra il Progetto Nocciola Italia di Ferrero, con cui è stato siglato un accordo pluriennale di impegno all’acquisto delle produzioni nel lungo periodo. Della coltivazione del nocciolo in Umbria e, quindi, del ruolo del Coordinamento tecnico si parlerà anche sabato 3 novembre, a Bevagna, nell’ambito della settima edizione della ‘Festa della Nocciola’, con un incontro, previsto per le ore 10.30, al quale parteciperanno l’agronomo Alessandro Monacelli e la professoressa Daniela Farinelli.
Festa della nocciola «Quest’anno il tema centrale della manifestazione sarà ‘Semi antichi’ – annuncia il presidente dell’associazione La Nocciola di Bevagna, Antonio Pirillo – e vogliamo portare l’attenzione sul beneficio di scegliere prodotti sani e non alterati geneticamente, una sorta di ritorno al passato per migliorare la qualità della vita futura. La nocciola di Bevagna, dal sapore dolce e gustoso, ha caratteristiche nutrizionali ed organolettiche eccezionali e di questo si sono accorti anche le grandi aziende, sempre più interessate alla nostra produzione». Nel corso della festa, a tutti coloro che effettueranno una visita al noccioleto verrà regalata una piantina di nocciole da riportare a casa e coltivare sul balcone o in casa come pianta da ornamento, verrà proposto anche l’adozione di un filare di nocciole in un noccioleto della zona. Inoltre, saranno distribuite a scopo promozionale sacchetti di nocciole e di altri prodotti a tutti i partecipanti come degustazione e in maniera gratuita, grazie al progetto presentato dal Comune di Bevagna a valere sulla misura del P.S.R. dell’Umbria 16.2.4. La festa coinvolgerà l’intero borgo con caratteristici banchi abbelliti dai prodotti tipici del territorio che coloreranno le vie e permetteranno di trascorrere piacevoli momenti ai visitatori. La maggior parte degli esercizi commerciali hanno aderito proponendo iniziative a tema e mettendo a disposizione spazi e collaborazioni, i ristoranti del posto cucineranno piatti tipici a base di nocciole, dall’antipasto al dolce, nei bar si potrà assaporare il caffè alla nocciola, dolci e gelati e i negozi saranno addobbati con nocciole. Sarà una festa della campagna del Km 0, della terra e del lavoro dei campi. Inoltre, verranno organizzati una serie di incontri per far conoscere la nocciola e le sue proprietà alla presenza di personalità del mondo della politica, delle associazioni di categoria e della cultura. Il primo appuntamento per scoprire e gustare la nocciola di Bevagna è fissato per giovedì 1 novembre con l’apertura degli stand a partire dalle ore 10 e un interessante incontro con il professore Ivo Picchiarelli, che illustrerà la tradizione della frutta in guscio nell’alimentazione ed in particolare in occasione della festa dei Santi e dei morti. A seguire il 2 novembre si parlerà di semi antichi e loro sviluppo per l’alimentazione e per altri utilizzi, mentre sabato 3 sarà dedicato alla coltivazione del nocciolo e al problema della salvaguardia dell’ambiente. Questa prima fase si concluderà domenica 4 con altri incontri sul tema dei semi antichi. Il momento centrale della manifestazione sarà, invece, dal 29 al 31 dicembre e in questo periodo ogni giorno il pomeriggio si terrà un convegno e sarà presente un mercatino di prodotti a base di nocciola, prodotti tipici, oltre a varie gare di cucina e l’attesa sfida dolce alla nocciola.
