Dove si vorrebbe tornare già domani? È questa la domanda simbolo da cui parte la Guida Ristoranti d’Italia 2027 del Gambero Rosso, pubblicata nell’anno del quarantennale della storica piattaforma di riferimento del Wine Travel Food italiano. Tra le sue pagine, l’Umbria brilla con ben 60 ristoranti recensiti, a testimonianza di una scena gastronomica vivace, contemporanea e capace di rinnovarsi anche di fronte alle sfide economiche e alla carenza di personale.
Coordinata dalle curatrici Valentina Marino e Annalisa Zordan con il lavoro di oltre cento professionisti, la nuova edizione introduce un cambio di passo nelle valutazioni. I simboli diventano tre: Forchette per i ristoranti, Gamberi per le trattorie e Bottiglie per i locali del vino. Scompare il punteggio scorporato: a guidare il lettore resta un voto complessivo in centesimi che sintetizza cucina, cantina e servizio in un’unica esperienza.
A guidare la classifica regionale sono eccellenze consolidate e progetti di grande respiro. Per l’Umbria i punteggi più alti li hanno ottenuti: Une (87), Casa Vissani (86), Il Vizio (86, anche inserito nella lista delle 11 “Migliori cucine del mondo”, cioè dei migliori ristoranti etnici italiani), Coro (85), Elementi Fine Dining del Borgobrufa Resort (85), Radici Ristorante del Borgo La Chiaracia (84), Tenuta Borgo Santa Cecilia (84), Vespasia a Palazzo Seneca (84), Ada Gourmet (84), Luce (84).
L’Umbria si distingue anche nelle categorie speciali. Tre Gamberi: Stella (Perugia) e Il Capanno (Spoleto). Tre Bottiglie: Turreno Enobistrot (Perugia).
Tra i Premi regionali: Qualità-prezzo, Da Gregorio (Orvieto); Novità dell’anno, Turreno Enobistrot (Perugia); Cantina d’autore, Vite Tavola & Dispensa (Perugia); Il grande classico da non perdere, Trippini (Baschi); Ci tornerei domani, Luce (Perugia); Miglior agriturismo, Casale nel Parco (Norcia); Avanguardie, Coro (Orvieto) e Une (Foligno).
“La guida del Gambero Rosso – dichiara Antonio Boco, tra i collaboratori speciali della guida – è molto selettiva: essere presenti è già un indicatore chiaro del valore del ristorante, al di là del punteggio. Non solo, ci sono anche molti locali validi che per motivi di spazio non sono recensiti, ma che arricchiscono una scena gastronomica umbra in grande fermento. Negli ultimi anni sono successe tante cose e il quadro di oggi è senza dubbio sorprendente, per certi versi inimmaginabile fino a poco tempo fa. Mi riferisco a diverse insegne di cucina creativa, assolutamente contemporanee e in grado di primeggiare in Italia, così come alle tavole classiche, a quelle ‘etniche’, alle trattorie, agli agriturismi, ai bistrot e ai luoghi del vino. Certo, il momento è complesso e va interpretato, sotto il profilo economico così come delle tendenze in atto. Tuttavia l’Umbria sta dimostrando di voler giocare da protagonista la partita della ristorazione di qualità, declinata sotto vari punti di vista e con diverse chiavi stilistiche”.
Un legame con il territorio confermato anche dalla scelta della sede per l’anteprima nazionale: prima dell’evento ufficiale di Roma, la guida è stata presentata in esclusiva nelle sale dello storico Hotel Brufani di Perugia, in un evento organizzato dal Gambero Rosso insieme alla Cantina Monte Vibiano. L’appuntamento è stata l’occasione per presentare la Guida alla presenza del direttore Lorenzo Ruggeri che aveva svelato alcune delle novità e dei premiati dell’edizione 2027 della Guida Ristoranti, illustrando le tendenze del settore e la chiave di lettura del gruppo editoriale romano.
A seguire, evento-degustazione standing con piatti preparati da 3 ristoranti: Il Vizio (Corciano, tra le migliori cucine etniche d’Italia), Mimì alla Ferrovia (Napoli, nuovo Tre Gamberi, premio che va alle migliori osterie italiane) e Materia (Como, nuovo Tre Forchette, ovvero il massimo riconoscimento assegnato ai migliori chef d’Italia).
In precedenza, si è tenuta la masterclass guidata dal giornalista Giuseppe Carrus, curatore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso. In assaggio le ultime annate di alcuni dei vini più rappresentativi di Cantina Monte Vibiano, compreso il trebbiano spoletino Fonte del Bosco, fresco vincitore del premio “Vini Rari” assegnato alle migliori etichette del Paese realizzate in edizione limitata.
“Cerchiamo luoghi che abbiano qualcosa da dire attraverso la verità del piatto, l’accoglienza e le persone”, ha concluso il direttore Ruggeri. “La ristorazione italiana cambia più velocemente delle categorie con cui siamo abituati a raccontarla: a quarant’anni dalla nascita del Gambero Rosso, continuiamo a riconoscerne la qualità con curiosità e scelte nette


