di Marina Ciancaglini
Si è concluso l’appuntamento annuale Sangiovese Purosangue a Roma (28-29 gennaio – Radisson Blu Hotel, Roma), la manifestazione dedicata a un vitigno difficile quanto affascinante, ideata da Davide Bonucci, presidente dell’associazione EnoClub Siena. L’evento, nato nel 2012, fa parte di un progetto di valorizzazione di questa varietà, dove si divulga la conoscenza delle molte zone italiane in cui si coltiva; partendo dal nucleo del Sangiovese toscano, indaga e confronta anche le altre zone italiane: Romagna, Umbria, Lazio, con le rispettive sottozone e cru.
Circa 500 persone, tra giornalisti, operatori e appassionati, hanno partecipato alle due giornate, degustando 200 etichette di Sangiovese in purezza alla presenza di 60 produttori.
L’Umbria, dove il Sangiovese copre il 20% della superficie vitata ed è la base di molte tipologie di vini, è stata rappresentata a Sangiovese Purosangue da tre cantine, provenienti da territori diversi tra loro.
Terre Margaritelli, azienda biologica di Torgiano, della quale si segnala il Venturosa 2016, un rosato connotato dalla freschezza e dai sentori di piccoli frutti rossi, e il Freccia degli Scacchi 2012, dove il Sangiovese, affinato per due anni in barrique, regala struttura e potenza.
Proveniente da un territorio famoso per i bianchi come quello di Orvieto, Castello di Corbara punta sull’eleganza che conferisce il suolo vulcanico con il Calistri 2013, un Sangiovese Grosso, proveniente da vecchie vigne, di grande equilibrio.
Cantina Ninni è una giovane e artigianale cantina che si trova nel comprensorio del comune di Spoleto che pratica una viticoltura naturale. Il titolare Gianluca Piernera è uno sperimentatore e ha presentato il Pilurusciu, un Sangiovese vinificato in rosa, nella versione rifermentata in bottiglia sui propri lieviti, piacevole e versatile a tavola e nella versione “ferma”, e il Sanbastiano, vinificato in botte grande, un rosso di forte espressività.
