©Fabrizio Troccoli

di Giorgia Olivieri

Nella cornice del teatro Regio di Parma, la celebre Guida Michelin ha conferito i suoi riconoscimenti per il 2026. Una cerimonia in cui sono fioccate varie stelle, il massimo premio per i ristoranti di tutto il mondo. Tra le novità dell’anno per l’Umbria c’è un’onorificenza speciale: la stella verde vinta da Une di Giulio Gigli. «Un riconoscimento che rispecchia la nostra identità, il secondo in 4 anni: tanta roba», parla così lo chef a Umbria24.

La cerimonia di premiazione

Stella verde I lettori di Umbria24 conoscono la realtà di Capodacqua di Foligno che porta la firma dello chef Giulio Gigli grazie alla nostra serie Le stelle dell’Umbria. Dopo aver conquistato la prima stella nella Guida 2024, Une ora appende una nuova targa alle pareti del ristorante: la stella verde Michelin. Nata nel 2020, questa nuova distinzione premia i ristoranti particolarmente impegnati in una cucina sostenibile e e in pratiche virtuose legate all’ambiente. Il riconoscimento non riguarda solo il cibo, ma l’intero approccio alla sostenibilità: riduzione degli sprechi, uso di prodotti locali, attenzione all’impatto ambientale, riciclo e collaborazione con i produttori del territorio. Tutti elementi che la cucina di Une incarna e fa propri nei menù stagionali, in cui le sperimentazioni dialogano con i sapori dell’infanzia dello chef Gigli.

Lo chef «Siamo molto contenti perché è dall’inizio che lavoriamo anche in questa direzione – spiega lo chef Gigli ai microfoni di Umbria24 – Tutto ciò che c’è dietro il nostro progetto, l’orto, i produttori locali, le scelte quotidiane, mira alla sostenibilità». La stella verde non premia solo la cucina, ma un’intera squadra che dalla creazione dei piatti all’arrivo a tavola lavora in sinergia. «La sala ha un ruolo fondamentale nel raccontare la storia del piatto e i processi che ci sono dietro, è la voce del progetto», sottolinea Giulio, che continua: «Tornare sul palco Michelin è stato davvero emozionante, due stelle in 4 anni è tanta roba».

©Fabrizio Troccoli

Il caso Vissani Non ci sono solo belle notizie per l’alta ristorazione umbra, ma anche scossoni, come quello che ha travolto Casa Vissani, a cui non è stata revocata la stella. «È difficile capire quali sono anche i criteri della guida, ma ovviamente mi dispiace per lo chef Vissani che rappresenta la storia della cucina italiana e il primo della nostra regione a portarla a un certo livello gastronomico, ho apprezzato nel tempo i suoi piatti – commenta così la vicenda Gigli –  Inoltre mi dispiace perché più siamo in Umbria e meglio è»

Tutti i ristoranti Il firmamento Michelin in Umbria si è arricchito di vari nomi negli anni, ma nell’ultimo anno ha perso anche un altro dei suoi astri: si tratta del ristorante L’Acciuga di Perugia, che ha chiuso le porte ad agosto. Alla guida della cucina c’è stato per lungo tempo Marco Lagrimino, con lui il locale di via Settevalli aveva conquistato la prima stella del capoluogo ma già a gennaio lo chef aveva salutato il ristorante. A Perugia, quindi, è rimasta a brillare una sola stella: quella di Ada gourmet, della chef Ada Stifani. Nel resto della provincia invece contiamo Elementi fine dining dello chef Andrea Impero a Borgo Brufa e Vespasia degli chef Fabio Cappiello e Toshimitsu Kido a Norcia, anche stella verde.

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