Campo di Marte, nome epico e al tempo stesso quotidiano per tutti i folignati, è da sempre un punto di riferimento geografico prima ancora che storico della città. Ancora oggi rappresenta una delle porte di accesso al centro abitato più trafficate. Eppure è proprio qui che, superata un’area verde e un vialetto, il frastuono del traffico si dissolve improvvisamente, lasciando spazio a una dimensione sospesa, quasi internazionale.
Tradizione Dal 1974, infatti, la presenza dei campi, degli atleti, della palestra, del bar e del tradizionale “terzo tempo” della Foligno Rugby ASD regala a Campo di Marte atmosfere inusuali, dal sapore quasi d’Oltremanica. Un’area vissuta ogni settimana da decine di ragazzi in maglie infangate e palloni ovali, attraversata da momenti di convivialità fatti di birre condivise, grigliate tra avversari, cene che uniscono vecchi sportivi e nuove leve. Un mix di cultura sportiva e valori che si discosta nettamente dalle più consuete dinamiche agonistiche cittadine.
Terzo tempo Sono oltre cento gli atleti che ogni domenica si affrontano in campo e si ritrovano amici fuori, applicando concretamente il galateo e le tradizioni che caratterizzano ogni società rugbistica: il terzo tempo aperto a familiari, amici e tifosi di entrambe le squadre, il bar come luogo di incontro, lo schermo per seguire le partite della Nazionale, le trasferte regionali ed extraregionali, a partire da quelle allo stadio Flaminio di Roma per sostenere l’Italia nel Sei Nazioni.
Il raduno Proprio a Campo di Marte, nei giorni scorsi, Enrico De Tona – uno dei pilastri della squadra e della società negli anni Settanta – è riuscito a radunare circa cinquanta ex giocatori per un incontro conviviale destinato a diventare un appuntamento periodico. Dopo settimane di contatti telefonici, tanti compagni di squadra si sono ritrovati e abbracciati durante una cena di forte impatto emotivo, consumata a ridosso del campo che li aveva visti protagonisti, acciaccati ma vittoriosi, in gioventù. Questo primo raduno degli atleti di un tempo, arrivati anche da fuori regione e accolti con entusiasmo dai giocatori di oggi, rappresenta solo l’inizio di un percorso più ampio. L’obiettivo è raccogliere memorie, fotografie e testimonianze da far confluire in un libro dedicato alla storia della Foligno Rugby ASD, fondata dall’indimenticabile Luigi Coraggi, atleta e allenatore scomparso, al quale è oggi intitolata la struttura sportiva. Ma non solo memoria: l’iniziativa intende anche sostenere concretamente l’attività attuale della società, affiancando il presidente Andrea Gubbini, il direttore sportivo Daniel Insaurralde, i ragazzi dell’Under e della Prima Squadra nelle attività agonistiche, nelle trasferte e nelle iniziative a forte valenza sociale e inclusiva che hanno già visto e continueranno a vedere la Foligno Rugby ASD protagonista sul territorio.
