di Marika Micoli e Caterina Puletti
L’Unione europea si propone di contrastare le frodi e la corruzione entro i suoi confini e l’Università di Perugia ha risposto con il progetto F.I.N.A.N.C.E., ideato dai tre docenti dell’ateneo umbro. Inserito nell’ampio programma europeo Olaf-Hercule III, ha ottenuto infatti un cospicuo finanziamento di 73 mila euro dalla Commissione europea. Ed è proprio dalla gestione dei fondi che deriva il suo successo: si tagliano le spese inutili e viene tutto convogliato nella ricerca.
Opportunità ai giovani ricercatori Il coordinatore del progetto, il professore Vico Valentini del Dipartimento di Giurisprudenza, pone l’accento su un aspetto fondamentale della ricerca europea: il finanziamento dei giovani ricercatori. Infatti, il progetto, nato dall’idea di alcuni dottorandi dell’Università di Perugia, usa la formula del “Finanziamento bandito con evidenza pubblica”, ovvero visibile a livello nazionale, dando così la possibilità a qualsiasi giovane al di sotto dei 30 anni di potervi accedere. «Le giovani generazioni sono uno dei motori principali delle ricerche europee, anche se spesso questo rimane un aspetto taciuto», dichiara Valentini alla nostra redazione.
Dialogo trans-nazionale Il progetto vuole migliorare, e rendere produttivo, il dialogo tra le “financial investigation units” (agenzie di intelligence finanziaria) di 5 Stati membri dell’UE (Spagna, Lussemburgo, Italia, Paesi Bassi e Germania), le quali hanno il compito di segnalare anomalie nel flusso di denaro transfrontaliero e allertare la rispettiva autorità giudiziaria nazionale. Per di più la repressione del riciclaggio oltre frontiera è un’operazione estremamente complessa e dispendiosa.
Obiettivi del team perugino Il team perugino persegue un obiettivo preventivo piuttosto che repressivo del fenomeno. Il riciclaggio transfrontaliero consiste nell’esportazione, ripulitura e re-immissione nel mercato lecito di denaro ottenuto mediante attività lesive degli interessi finanziari dell’UE. Sul podio del circolo vizioso del riciclaggio si trovano le attività della criminalità organizzata, la recezione indebita di erogazioni pubbliche e le frodi Iva.
Le fasi del Progetto F.I.N.A.N.C.E. si articola in 3 fasi, inserite in una tabella di marcia con scadenze precise, e si concluderà a giugno 2022 con una conferenza finale. La prima fase prevede lo studio della disciplina e della prassi delle “financial investigation units” di ciascuno dei 5 Paesi coinvolti nel progetto. L’organo che si occupa di investigazione finanziaria cambia da paese a paese: ad esempio in Italia se ne occupa la Banca d’Italia, mentre in Germania è in mano al potere giudiziario, e ciò comporta un’estrema diversificazione. Per cui, la seconda fase prevede un dialogo volto ad evidenziare le diversità critiche tra le varie agenzie di intelligence finanziaria. Nella terza fase il flusso di informazioni confluisce nelle agenzie europee, quali EPPO (ufficio pubblico della procura europea) ed Europol (ufficio europeo di polizia), fornendo così all’Unione Europea i dati delle unità investigative finanziarie, dei 5 Paesi coinvolti nel progetto, che altrimenti non sarebbero facilmente reperibili. La fattispecie del riciclaggio è diversa per ogni ordinamento statale, per cui l’Unione Europea non riesce ad intervenire direttamente. Il progetto in questione, pur essendo ambizioso, non ambisce a risolvere interamente il problema, ma cerca piuttosto di aprire un dialogo tra le varie parti per stimolare la riflessione in vista di un obiettivo comune.
Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea

