Passeggeri al San Francesco (toto ©Fabrizio Troccoli)

di Noemi Chiari

Al momento dello scoppio dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia di Covid-19, molti cittadini europei si trovavano in territori extra UE. Il Commissario per la Gestione delle Crisi, Janez Lenarčič, ha dichiarato che il ritorno dei cittadini alle proprie famiglie è una priorità e che a tale fine il Centro di coordinamento per le emergenze sta lavorando 24 ore su 24, 7 giorni su 7 a fianco degli Stati membri.

Cosa si sta già facendo Grazie ai voli di rimpatrio organizzati attraverso il meccanismo di protezione civile dell’Unione e cofinanziati dall’UE sulla base del principio di solidarietà, alla data del 27 marzo erano già stati rimpatriati in Europa 2.312 cittadini che si trovavano in diversi Paesi extra UE. In questi giorni sono previsti più di 80 ulteriori voli di rimpatrio.

I prossimi passi Il 27 marzo la Commissione europea ha proposto di rendere disponibili 75 milioni di euro provenienti dal budget UE al fine di aiutare gli Stati membri a rimpatriare i connazionali rimasti all’estero al momento dello scoppio dell’emergenza. Al fine di assicurare i necessari finanziamenti, la Commissione sta lavorando ad una proposta di modifica delle previsioni di spesa a bilancio per la corrente annualità, modifica che prevede anche altre misure.

Per saperne di più: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_20_535

Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea

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