di Amin Gino Fabbrucci Barbagli
Il progetto, ideato dal professor Enrico Carloni, titolare della cattedra di diritto amministrativo al Dipartimento di Scienze Politiche di Perugia, porta il nome di APTA-MOD (Administrative Prevention through Targeted Anti- corruption MODels) e ha come obiettivo la creazione di modelli di prevenzione amministrativa della corruzione. Iniziato a gennaio 2020, si concluderà indicativamente a dicembre 2021 con una conferenza finale. Saranno poi prodotte delle pubblicazioni scientifiche con i contributi di chi ha preso parte alle attività di studio e ricerca; tra queste un manuale – guida.
Quattro Paesi Al Progetto partecipano, quali principali destinatari dello studio, 4 Nazioni extra-UE: Albania, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia, tutte in attesa di entrare a far parte della grande famiglia europea. Va poi ricordato come il Dipartimento di Scienze Politiche si fosse già cimentato in progetti di formazione dedicati al territorio dei Balcani. Il risultato di questa attività di ricerca e studio avrà ricadute concrete per i Paesi protagonisti, per i quali verranno create e suggerite soluzioni specifiche. Il progetto ha vinto il bando della sezione “Legal studies” del programma Hercule III, indetto dall’Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode (OLAF), che ogni anno finanzia iniziative di lotta e prevenzione alla corruzione. Nelle attività di ricerca, oltre al personale dell’Università, sono coinvolti 6 esperti dei Paesi beneficiari, che garantiscono una puntuale conoscenza delle realtà locali. Grazie alla loro intermediazione, è stato possibile a fine febbraio organizzare una serie di incontri online con i referenti delle agenzie anticorruzione, esponenti ministeriali e della società civile come giornalisti e ONG. Questa attività favorisce la creazione di una rete di contatti indispensabili per il Progetto.
«C’è un’esperienza del nostro Paese che può essere utilmente messa a disposizione di Paesi che hanno necessità di affrontare dinamiche di questo tipo anche in vista dell’ingresso nell’Unione Europea», spiega Diletta Paoletti, Project Manager di APTA-MOD. Infatti, i modelli anticorruzione che verranno elaborati saranno un importante elemento per favorire il raggiungimento dei requisiti necessari all’ingresso nell’UE, come previsto dal “processo di Berlino” del 2014, l’iniziativa diplomatica che mira a favorire l’integrazione dei Balcani Occidentali nell’Unione europea. Inoltre, l’esperienza italiana risulta, in materia di anti corruzione, molto vicina a quella dei paesi presi in esame.
Corruzione e percezione Se si analizzano i dati del report di Transparency International (Associazione contro la corruzione) dove maggiore è il punteggio e minore è la percezione della corruzione di quel paese, l’Italia raggiunge 52 punti su 100, rispetto ad una media europea pari a 62 su 100. Le Nazioni con il punteggio più alto, e quindi con una percezione della corruzione più bassa, risultano essere i paesi del Nord Europa, organizzati tuttavia in modo talmente differente dai paesi oggetto dello studio di APTA-MOD che ogni comparazione o integrazione risulterebbe al momento impossibile.
Modelli L’obiettivo è la creazione di “modelli per la gestione della corruzione per via amministrativa e non per via penale”, spiega il professor Carloni, responsabile del progetto. L’obiettivo è quindi lavorare per il rafforzamento delle amministrazioni interessate con regole di comportamento adatte alle singole realtà, proponendosi anche di migliorare i criteri di selezione del personale per prevenire dinamiche corruttive. Infine, continua il professor Carloni, “Il progetto ha delle ricadute sociali in ambito europeo”, non solo favorendo la nascita di una rete di contatti tra i diversi Stati coinvolti, avvicinandoli alle istituzioni dell’UE, ma anche creando percorsi e competenze amministrative immediatamente impiegabili.
Per approfondire: https://www.transparency.it/indice-percezione-corruzione
Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea

