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di Lorenzo Borzuola

Stephen Bulluck, giovane parrucchiere del North Carolina, parla della sua vita durante l’emergenza Coronavirus. Ora che, anche gli Stati Uniti, iniziano a prendere misure più dure e restrittive.

Da americano, come stai vivendo l’emergenza Coronavirus?
«Per il momento sono costretto a starmene a casa e a non muovermi, se non per accompagnare la mia ragazza al supermercato dove lavora».

Come sta affrontando il governo degli Stati Uniti questa emergenza?
«Le contee, i vari Stati e il Governo federale stanno affrontando la situazione in maniera differente da paese a paese. Dove io vivo, in North Carolina, i lavori non essenziali sono bloccati, e i ristoranti servono soltanto pasti a domicilio o tramite il drive. Tuttavia, nello Stato di New York, le regole sono molto più restrittive riguardo al coprifuoco e alle restrizioni per i viaggi. Solo i supermercati sono attivi e lavorano solo coloro che non possono svolgere il proprio lavoro da casa. Lo Stato del South Carolina è stato un buon esempio per quelli Stati che ancora non erano intervenuti veramente per arginare la pandemia. Molti paesi, dopo alcune settimane, si sono adeguati a restrizioni più severe».

Sei fiducioso nello Stato per come sta affrontando questa emergenza?
«Non sono per niente fiducioso ed orgoglioso. Gli Stati si governano da soli come chiede la Costituzione, ma questa è una crisi internazionale. Il fatto che il Governo federale non abbia più controllo sui singoli Stati è ridicolo. Il Distretto di Columbia è la sede del Governo, ma ancora non sta prendendo decisioni efficaci».

Cosa pensi in questo momento dell’Europa e dell’Italia?
«Per quanto riguarda le novità, non ce ne sono tante a proposito dell’Italia e dell’Europa. So solo che l’Italia era l’epicentro dell’epidemia dopo la Cina, e che era diventata zona rossa. So che alcuni stanno criticando il sistema sanitario italiano e che le persone più anziane non vengono curate nella maniera giusta. Io personalmente non la vedo così. In America il trattamento sanitario si basa sulle assicurazioni e sulla ricchezza del singolo malato. In Italia, invece, il sistema sanitario non si basa sulla situazione finanziaria del paziente. Penso che il sistema sanitario degli Stati Uniti sia alquanto immorale, più di ogni altro sistema sanitario».

Quali strumenti sono stati adottati nel tuo Stato, e negli Stati Uniti in generale, per far fronte all’emergenza?
«Il Governo federale sta lavorando ad un pacchetto di stimoli per la maggior parte degli americani, ma non sono sicuro che sia stato già approvato. L’America ha stanziato tre miliardi di dollari per la ricerca sui vaccini. Trump ha invocato l’atto di “produzione di difesa” che costringe alcune imprese a produrre beni necessari durante una crisi come questa (come forniture mediche e mascherine). Lo stato di emergenza è stato dichiarato il 15 marzo dopo che Trump aveva resistito più a lungo possibile».

Cosa prevedi per il futuro?
«Mi aspetto che, dato che non tutti gli Stati sono sulla stessa lunghezza d’onda sulla quarantena, si prendano almeno decisioni univoche e tutti insieme. Tuttavia, prevedo che continueranno a manifestarsi focolai per il resto dell’anno».

In che modo la pandemia ha influenzato il tuo lavoro e il tuo stile di vita?
«Come parrucchiere sono senza lavoro almeno fino al 25 aprile. Faccio uno sforzo per vivere una vita più normale possibile a casa durante questo periodo. Il cambiamento principale è quello del regime alimentare, a causa della mancanza di alimenti specifici o di ingredienti nei supermercati».

Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea

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