di Filippo Andrea Rossi
Le false informazioni si stanno diffondendo più rapidamente del virus stesso e non è sufficiente rimanere a casa per difendersi. Ecco perché l’Unione Europea ha deciso di rispondere su di un doppio fronte, esercitando pressione sulle maggiori piattaforme online affinché contrastino le pratiche sleali e truffe, ma puntando anche a mettere i cittadini in condizione di riconoscere, autonomamente, bufale e “teorie del complotto”.
Gli strumenti Questo vuol dire, innanzitutto, rendere disponibili fonti di informazione autorevoli e dati verificati. Sul sito della Commissione Europea è stata aperta infatti un’apposita pagina sulla risposta europea all’emergenza sanitaria, dove è possibile trovare informazioni certificate sulle azioni intraprese dall’UE in materia di assistenza medica e finanziaria. Altro sito da tenere sott’occhio è EUvsDisinfo, che da due mesi a questa parte sta raccogliendo tutti i miti circolanti su Covid-19 con relative smentite. Per quanto riguarda poi fantomatici ritrovati contro la malattia, L’UE consiglia di non dar credito a rimedi non comprovati e rimanda piuttosto ai dati messi a disposizione dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Più in generale, inoltre, è a disposizione di tutti sul sito del Parlamento Europeo un’agevole guida online per riconoscere in otto mosse se le informazioni che abbiamo sottomano sono o meno veritiere.
Chi c’è dietro Ma chi avrebbe interesse a propagare notizie non vere? Una relazione del gruppo speciale dell’UE contro la disinformazione ha identificato centinaia di false notizie provenienti da Cina e Russia ed appositamente confezionate per il pubblico europeo. In questi casi, l’obiettivo politico sarebbe quello di destabilizzare le autorità nazionali ed europee dal basso, seminando diffidenza nei confronti delle autorità competenti e delle istituzioni democratiche. Strategia, questa, efficace solo fintanto che c’è qualcuno disposto a condividere notizie senza averle prima verificate. Se dunque è vero – come ha affermato il capo del Servizio europeo per l’azione esterna – che dall’accuratezza dell’informazione può dipendere in questi giorni la vita delle persone, lo è altrettanto che saper smascherare le bufale rappresenta un modo per iniziare, sin da ora, la ricostruzione successiva.
Per saperne di più: https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20200326STO75917/disinformazione-riconoscere-e-smascherare-le-bufale-su-covid-19
Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea

