di Francesco Menicocci
Nella tempesta Covid-19 la Commissione europea ha incaricato l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri, Josep Borrell di creare una squadra di lavoro consolare con l’obiettivo di riportare a casa oltre mezzo milione di cittadini europei.
Task force apposita La squadra di Borrell, sta letteralmente compiendo un miracolo dato che in pochissimo tempo è riuscita a riportare a casa oltre 50 mila cittadini europei. A beneficiarne oltretutto non sono stati solamente cittadini europei (il cui Stato d’appartenenza fa parte dell’UE), ma anche cittadini di altri Stati che non aderiscono all’Unione, a testimonianza dello spirito di cooperazione promosso dalle istituzioni europee.
Cooperazione Stati Membri-UE Un supporto sostanzioso è venuto da parte del Servizio Europeo per l’Azione Estera (SEAS) che, attraverso le sue delegazioni presenti negli Stati Membri, mette in contatto quest’ultimi con la Commissione europea. In questo modo si ha una mappatura completa dei cittadini residenti all’estero e se ne stabilisce la “criticità” in base allo Stato terzo dove essi sono situati: da questa mappatura sono esclusi i cittadini europei residenti in modalità permanente in uno Stato terzo.
Ulteriore supporto Successivamente un secondo organo è intervenuto a supporto del team Borrell, il Meccanismo di Protezione Civile (UCPM), che contribuisce in maniera incisiva con dei cofinanziamenti agli Stati Membri per i voli di rimpatrio.
Piani di rientro tempestivi Dato che a seguito della pandemia Covid-19 la gran parte dei voli commerciali è stata sospesa, il team di Borrell si è mosso prima per rimpatriare i cittadini più a rischio. Già a febbraio la Commissione aveva presentato un primo piano di investimenti da 232 milioni per le spese sanitarie, di cui 3 furono destinati per i voli di rimpatrio da Wuhan.
Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea

