di Francesco Menicocci
In questi giorni le parole dei vari magistrati ed esperti sottolineano come la crisi sociale ed economica causata dal Coronavirus rappresenti un’occasione per le criminalità organizzate di reinvestire i loro capitali ed ampliare il loro potere sul territorio: e non solo nel Sud del Paese.
Il quadro della situazione Se osserviamo le statistiche si comprende come il Sud Italia sia sottoposto maggiormente alla minaccia mafiosa, rispetto alle altre zone d’Italia. Al Sud, infatti, il tasso di occupazione è del 40%, mentre il 13% delle famiglie non possiede alcun percettore di reddito. Inoltre, si tratta di territori dove i settori lavorativi trainanti sono l’edilizia e l’agricoltura, ambiti che non possono essere gestiti in “smart working” e che tipicamente sono fortemente coinvolti nei fenomeni di lavoro in nero.
Il problema Secondo il pm Tartaglia si sono creati i presupposti ideali per la risalita delle mafie: carenza di liquidità; disagio sociale tra le classi più deboli, in particolare i lavoratori in nero; un livello di guardia bassa; la prospettiva di importanti investimenti pubblici. Non solo i cittadini affamati, ma anche le imprese che non riusciranno a riaprire sono i soggetti più appetibili per quei capitali malavitosi, che non aspettano altro che essere investiti per poi scatenare dissenso verso le istituzioni.
Le parole di Gratteri Il procuratore di Catanzaro afferma che la priorità non dovrà essere, superata la fase di quarantena, una ripartenza economica shock ed incontrollata, che creerebbe un mercato drogato. Bensì sarà necessario svolgere un lavoro di coordinamento tra le questure per intensificare i controlli nel “mentre” della ripartenza economica. Va sottolineato, inoltre, il fatto che la prefettura di Lecco ha recentemente istituito un osservatorio sulle infiltrazioni mafiose, i cui risultati però non saranno sufficienti se non vi sarà una concreta risposta dai cittadini dei territori coinvolti contro la “società mafiosa”.
Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea

