Una veduta di Solomeo. Umbria foto generica. (©Fabrizio Troccoli)

di Marilisa Bellanti

In questi mesi di emergenza sanitaria si prova ad immaginare cosa potrebbe accadere dopo la pandemia. Questo ci lascia una scelta: lottare disperatamente per tornare a quello che avevamo in precedenza o cercare di raggiungere una situazione migliore.

La situazione prima del Covid-19 Fino a qualche mese fa vi era un’economia lenta, lineare, si lottava per aumentare i tassi di occupazione e la qualità della vita, esaurendo al contempo le risorse naturali, producendo rifiuti pericolosi e inquinanti tossici, mettendo a rischio la popolazione e l’industria, prima ancora di menzionare il cambiamento climatico.

Il mondo al tempo del Coronavirus L’improvvisa interruzione della produzione e dei trasporti di massa, pur danneggiando la nostra economia, ci dà un piccolo assaggio di come potrebbe essere se diminuissimo la nostra mobilità e abbattessimo i combustibili fossili nella nostra industria. Infatti, invece di immaginare l’aria pulita nel cuore delle nostre città, ora si può davvero annusare. Le energie rinnovabili e le tecnologie pulite sono una massiccia opportunità economica e industriale che ha un futuro più luminoso che tornare a un’economia basata sui combustibili fossili lacerata da incertezza e imprevedibilità. Scommettere su questa nuova infrastruttura non è un costo, è un investimento, un modo per aumentare il profitto per l’industria e ridurre la spesa per gli individui. Tutto questo potrebbe aiutarci a creare il più grande mercato industriale del secolo, poiché oggi è diventato più redditizio proteggere l’ambiente che distruggerlo.

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Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea

 

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