(Foto Fabrizio Troccoli)

di Ivano Porfiri

Quello che si chiude è stato un anno difficile per l’Umbria: amaro per tante famiglie e imprese strette nei gangli della crisi, complicato per tante amministrazioni che riescono sempre meno a far quadrare i conti, scosso per i tanti fatti di cronaca nera che hanno minato la sicurezza fin dentro le abitazioni delle persone. Infine ingarbugliato per la politica, che fatica a sintonizzarsi sulla lunghezza d’onda della gente e dei suoi bisogni. Ma dall’osservatorio di un giornale online come Umbria24, abbiamo visto anche una regione che vuole reagire. E, forse anche per tirarci su un po’ il morale, proviamo a vedere con un pizzico di ottimismo un 2013 che – nonostante le profezie dei Maya – ci toccherà affrontare con le maniche rimboccate. Cosa ci aspettiamo? Più lavoro, più giustizia, più equità.

Economia in affanno Sull’economia regionale sembra arrivata ora più che mai l’onda lunga della crisi. Dopo gli allarmi fatti di numeri, a volte astratti, il 2012 è stato l’anno delle «cento vertenze» aperte, come sottolinea la Cgil. Secondo Unioncamere, nel 2013 la disoccupazione toccherà il 10% della popolazione e anche il Dap 2013 prevede scenari foschi. Si perde il lavoro, si smette di consumare, chiudono i negozi. Le attività commerciali hanno sempre di più il fiato corto strette tra consumi in picchiata e tassazione alta.

Vitalità Ciò che dà fiducia per il futuro è, però, la vitalità di una parte del tessuto imprenditoriale e la voglia di costruire dei giovani umbri. C’è chi non si è fatto abbattere e si è imposto sui mercati internazionali con l’eccellenza. Cucinelli che ripartisce gli utili con i dipendenti è un esempio, TerniEnergia nella green economy un altro, ma c’è chi scommette e vince anche fuori dai riflettori. Note di ottimismo per l’economia vengono anche dalle prospettive di rinascita del Polo chimico di Terni, mentre si attendono buone nuove per la vicenda Tk.

Enti locali esangui I bilanci di tanti comuni sono esangui. Gli enti locali andrebbero riformati nel profondo: troppe famiglie umbre sono state appese alla speranza di un posto pubblico. Quella è oggi sempre di più un’illusione: il pubblico è un motore che perde colpi e i comuni devono ricorrere alle multe per far quadrare i conti. Il 2012 è stato l’anno della mancata riforma delle Province. Noi ci siamo sempre schierati per l’abolizione di questo ente intermedio, che forse verrà attuata dal prossimo Parlamento modificando la Costituzione ,o forse no. Ciò che resta è l’ennesima incompiuta italiana con un apparato ipertrofico e lento, con troppi ingranaggi. E anche le riforme endoregionali sarebbero potute essere più coraggiose.

Il coraggio dei sindaci Il lato positivo, in questo caso, sta nel coraggio di alcuni amministratori che non si arrendono al declino. Si sono messi a promuovere il territorio mettendosi in gioco, come il sindaco di Pietralunga, che va a può essere «affittato» per i matrimoni. Alla Regione e ai suoi propositi diamo un altro anno: vedremo come va la riforma della sanità, se si compirà la semplificazione degli Ati, se decollerà la razionalizzazione dei servizi.

Delitti orribili Il 2012 della cronaca nera è stato orribile: le rapine-omicidio di Luca Rosi a Ramazzano, di Sergio Scoscia e Maria Raffaelli a Cenerente, il delitto del povero Ovidio Stamulis, quello dei piccoli Ahmed e Jihane a Umbertide fino a Franca Abumen, la ragazza trovata morta nella piazzola dove si prostituiva a Narni. Poi la terribile serata di maggio con i disordini in centro a Perugia. Ma anche tanti altri delitti, con minore risalto mediatico. Furti e rapine nelle case e nei negozi, spesso con botte e minacce. Non solo ville e gioiellerie, anche appartamenti normali e discount. Nessuno si sente più al sicuro.

Lo Stato ha reagito D’altro canto, anche qui, la reazione c’è stata. Le forze dell’ordine hanno assicurato alla giustizia gli assassini di Ramazzano e Cenerente in modo veloce, il centro di Perugia ha cambiato volto da maggio in poi con un’opera quotidiana e meticolosa di rimpatrio dei soggetti pericolosi. Quartieri e paesi hanno risposto al buio dell’orrore con le luci e la cultura. Un esempio emblematico è il Borgo Bello di Perugia.

Politica a pezzi La politica chiude l’anno con le dimissioni del segretario del Pd Bottini dopo il risultato delle primarie per i parlamentari (atto di grande dignità ma doveroso dopo la debacle) e il Pdl in pieno sfascio. Le tensioni di un quadro politico che va scomponendosi mettono nelle istituzioni e nella società tensioni e insicurezze di cui non si sente il bisogno, mentre ci sarebbe necessità di una classe dirigente preparata e seria.

Rinnovamento Il lato positivo sta nel rinnovamento. La generazione dei 40enni avanza nel Pd (anche se molti di loro sono accusati di essere «giovani vecchi»), le istituzioni regionali sono un avamposto di questa nouvelle vague. Intanto, la gente ha cominciato a far sentire forte la voglia di cambiamento. Ci sono le elezioni politiche alle porte che prevedibilmente stravolgeranno gli equilibri degli ultimi 20 anni. La speranza è che si aprano le porte al merito e alle capacità, al di là degli schieramenti e delle bandiere.

Grazie e buon 2013 Un’ultima annotazione mentre sta iniziando l’anno nuovo è un grazie da parte di Umbria24 ai suoi lettori. Per noi, fra tante difficoltà che scuotono anche il mondo dell’editoria locale e nazionale, è stato un anno di grandi soddisfazioni. Chiudiamo il 2012 sfiorando i 3 milioni di visite con circa un milione e mezzo di visitatori unici assoluti e quasi 8 milioni di visualizzazioni di pagina. Rispetto al 2011 abbiamo registrato un +119% di visite, + 80% di visitatori unici, + 107% di visualizzazioni di pagina. Abbiamo ricevuto visite da 192 paesi del mondo, specie da Stati Uniti, Germania, Regno Unito. Guardiamo al 2013 con ottimismo. Sarà difficile, ma lo affronteremo insieme. Buon anno.

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