di Vincenzo Sgalla*

Non si possono chiedere ancora sacrifici ai lavoratori, ai pensionati e ai cittadini e tollerare al tempo stesso che ci siano dirigenti pubblici, con retribuzioni tre volte superiori a quella di manager di una multinazionale come Nestlè, che rischiano di far fallire un’azienda fondamentale per la nostra regione, come Umbria Mobilità, tra l’altro privando i lavoratori della 14esima. Non si possono, come fa il sindaco di Perugia, chiedere sacrifici ulteriori alle persone se prima la politica non dà segnali chiari, di controllo e di indirizzo. E’ tempo che Perugia, capoluogo non solo politico ma anche economico di questa regione, sviluppi una politica chiara sull’indirizzo che intende seguire. Quindi, ben vengano gli Stati generali della città, ai quali è bene che siano chiamati non solo i soggetti sociali, ma anche i principali attori economici del territorio, perché pensare ad un futuro di Perugia senza sviluppo industriale sarebbe un’operazione miope e pericolosa. Turismo, commercio e servizi sono senz’altro un pezzo importante del futuro della città e della provincia, ma nel mix produttivo di Perugia non può mancare almeno un 20% di industria, perché come ha osservato recentemente la nostra segretaria nazionale, Susanna Camusso, a Perugia per la festa della Cgil il prossimo 12 settembre, senza capannoni non entrano i soldi nelle tasche degli operai, e senza soldi nelle tasche degli operai tutta l’economia smette di girare, come stiamo vedendo drammaticamente in questo periodo con i nostri occhi. Poi, c’è un terzo aspetto da prendere in esame: quello dei centri direzionali e impiegatizi, di importanti aziende private e partecipate, che hanno abbandonato l’Umbria e Perugia negli ultimi decenni per trasferire le proprie teste in altre parti del Paese. Noi crediamo che queste scelte non siano incontrovertibili, ma che al contrario possano essere riviste, perché le condizioni di oggi sono diverse da quelle di ieri: questo tipo di occupazione sarebbe uno sbocco per i tanti giovani laureati che oggi sul nostro territorio sono la parte più sofferente dell’intero mercato del lavoro.

*Segretario Cgil Perugia

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2 replies on “Caro sindaco, chi chiede sacrifici deve dare prima un segnale: via i manager di Umbria Mobilità”

  1. BRAVO VINCENZO !!!
    Sono d’accordo al 90 % (il 100% sarebbe troppo….).
    Io sono dirigente privato, e se non porto risultati mi trovo disoccupato dall’oggi al domani.

  2. Ottimo segretario,
    concordo totalmente su quanto scritto.
    In particolare sui contratti di pseudo manager (politici-zzati), raramente all’altezza del ruolo.
    E’ scandaloso…….solamente in Italia in tutto il resto d’Europa ai manager pubblici, viene chiesto di rendere conto dell’andamento positivo o negativo di una gestione responsabilmente.
    Da noi invece, poi, deve intervenire “PANTALONE” a sanare carenze, negligenze incompetenze di altrui irresponsabili.
    A ZAPPARE!!!!!

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