di Maria Serena Fratticioli
Ho parlato con il questore!
Sono stata un’ora e mezza ad ascoltare e avrei voluto che non ci fossimo solo noi (io ed un mio figlio perchè l’altro doveva stare a negozio) ma un’intera platea ad ascoltare per capire, chiarire, pensare.
Figlio, ascolta, diceva il Sig. questore, a questo mio figlio che vorrebbe spaccare le montagne, con l’ardore e le speranze ancora intatte di chi ha la gioventù sulla pelle. Ascolta figlio. Non dare retta a chi ti vuol impaurire facendoti avere timori per alcune tue foto a causa delle quali potresti essere in pericolo.
Ascolta figlio, la paura la deve avere chi non ha coraggio e si chiude sulle propre ubbìe e le sue paure. Figlio, io sono qui da sette mesi, ma la mia vita è un vortice di esperienze e per fortuna anche di risultati.
Figlio! Fai il tuo mestiere tranquillo, continua il tuo cammino di serietà e onestà, trascina giovani alla consapevolezza che onestà, serità, sono vie sicure e di rispetto. Diceva spesso figlio il sig. questore ed ogni volta che lo diceva mi si addolciva il cuore, si acquietava la paura che si era insinuata in me: la paura per i miei figli, per la città, per la comunità.
Coraggio gente di Perugia, non lasciamoci intimidire da chi vorrebbe trasformarci come le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.
Grazie Sig. questore, io sono con lei.

