
di Ivano Porfiri
L’Umbria ha reagito prima e meglio di altri all’emergenza neve che in questi giorni sta attanagliando tutta l’Italia. Questo è bene precisarlo come premessa. Tuttavia, è bene analizzare bene quello che sta succedendo poiché l’allarme non è ancora finito e allora appare lecita una domanda: perché non mettere in campo tutte le risorse a disposizione?
Da quando i primi fiocchi di questa ondata di nevicate massicce sono iniziati a cadere, mercoledì 1 febbraio, è scattato in Umbria un meccanismo che tante emergenze (a partire dal terremoto del ’97) hanno permesso di rodare. L’impegno di tanti volontari, ma non solo: la macchina predisposta dalla Regione che vede nella sala operativa di Foligno il suo cuore, hanno dimostrato di saper reagire anche ad eventi che vanno oltre le normali nevicate invernali. E non era scontato.
Non era scontato perché altrove non è andata così: Roma è stata messa in ginocchio da pochi centimetri di neve. La provincia di Roma, tuttoggi, vede decine di migliaia di persone senza energia elettrica, senz’acqua, senza nessuno che sia andato a bussare alla loro porta per chiedere se serviva aiuto. L’assenza dello Stato – dolorosa per chi scrive, perché viene da uno di quei paesi – l’assenza di quella «protezione civile» che è stata pensata come il primo strumento di solidarietà della collettività verso chi vive un’emergenza. E che, invece, durante l’era Bertolaso era l’onnipotenza incarnata in una persona e oggi è una scatola burocratica svuotata di mezzi e poteri, lasciata spesso alla buona volontà.
La buona volontà delle regioni. L’Umbria ha deciso di puntare sulla sua protezione civile, altre regioni no. E i risultati si vedono: qui alcune famiglie sono sì rimaste isolate dalla neve, le precipitazioni hanno sì messo in crisi le linee elettriche e i rifornimenti, ma si parla di frazioni di montagna imperviaa, di black out durati ore, non giorni.
Però l’emergenza maltempo ora inizia a prolungarsi. Nella fascia appenninica nevica ininterrottamente da una settimana. Umbria24 è andata a vedere come si vive nelle frazioni isolate di Pietralunga. Si vive, si sopravvive grazie alla tenacia, alla tempra di corpo e di spirito, si sopravvive grazie all’impegno incessante degli uomini e le donne della protezione civile, della polizia provinciale e locale, dei carabinieri. Di chi, ogni giorno va, si fa largo nella neve e porta viveri. Di sindaci coraggiosi che chiamo una ad una le persone.
Questo apparato fa grandi sforzi, ma rischia di non bastare. Servirebbero più mezzi e più braccia per spalare. Nel prossimo fine settimana, poi, è previsto l’arrivo di una perturbazione violentissima: la «meganevicata» la chiamano già. E, allora, perché non mettere in campo nelle zone più colpite (la fascia appenninica, l’Eugubino-Gualdese) i ragazzi delle forze armate? In altre regioni avviene: a Siena sono stati i parà della Folgore ad andare a soccorrere gli anziani rimasti isolati. Perché non dare manforte a chi da giorni non conosce turni? Perché non sgombrare le strade coi mezzi a disposizione del genio militare?
Il potere sta in mano ai prefetti: loro possono chiedere il supporto di quanti sono oggi chiusi nelle caserme. Possono essere molto utili alla causa. Lo diciamo oggi, quando il sistema comincia ad essere «stanco» e prima che nuova neve cada su quella appena spalata. Oggi, con ancora due giorni di tempo prima della prossima, massiccia, nevicata. Gli umbri forse si spaventerebbero di vedere i militari nelle strade? Non crediamo proprio, anche perché in mano avrebbero la pala, non certo i fucili.

Ho notato che per l’informazione nazionale in Umbria ha nevicato pochissimo…. Tanto Abruzzo.. Tanta Roma.. Un po’ di Toscana.. Ma l’Umbria non perviene… Peró ce la fa da sola!
mentr uomini della protezione civile fanno più che il loro dovere per portare viveri e medicinali alle persone isolate dal maltempo apprendiamo notizie di stpendi stratosferici di alcuni dirigenti che nemmeno fossero capaci di produrre uova d’oro. sigori miei smettetela di definirvi persone di sinistra siete tutti una massa di speculatori che succhiate il sangue della povera gente,ma non vi vergognate nemmeno un pò.