Le lacrime di Amanda dopo l'assoluzione sono uno dei «fatti» che rimarranno di questo 2011(Foto F.Troccoli)

di Walter Verini

Capodanno è tempo di bilanci e di buoni propositi per l’anno che verrà. Uno dei modi per tirare le somme di questo 2011 che si sta per chiudere è quello di leggere i fatti dell’Umbria con le «lenti» dell’alfabeto. Ecco perciò l’Umbria dalla A alla Z così come l’ha vista dal suo osservatorio il deputato Pd, e prima ancora giornalista, Walter Verini.

ATTORI: Dalla lacustre Laura Chiatti al perugino Filippo Timi, dall’altotiberina Valentina Lodovini alla tifernate Monica Bellucci. L’Umbria continua a nutrire il nuovo cinema italiano e quello internazionale di talenti davvero apprezzati. Tra altri nomi che si potrebbero fare, questi sono testimonial ideali di una terra che dovrebbe «appartenerli» un po’ più e un po’ meglio.

BASELL: Dopo le incertezze legate al destino della siderurgia, identità storica della città di Terni e di quel territorio, anche il polo chimico ternano vive una situazione pesantissima, a partire dai lavoratori della Basell. Molti rischiano il posto, il futuro.L’anno che si apre potrebbe rappresentare una svolta per il futuro della chimica verde (e quindi per il territorio). Governo (Ministero Sviluppo in primis) e istituzioni regionali e locali possono aiutare, sostenere, velocizzare questa prospettiva, per l’Umbria davvero vitale. Il «milleproroghe» licenziato l’altro giorno dal Governo Monti, come avevamo chiesto noi parlamentari, avrebbe potuto essere il primo passo in questa direzione. Non lo è stato, purtroppo. Si dovrà rimediare al più presto.

CARCERI: Anche Capanne a Perugia, Spoleto, Terni e Orvieto vivono una situazione di emergenza. Sovraffollamento, mancanza di spazi di socialità, detenuti che dormono su materassini stesi per terra, organici del personale di custodia fortemente deficitari. Il nuovo ministro della Giustizia sembra essere partita con il piede giusto contro la vergogna delle carceri italiane, tra le quali – non va dimenticato – ci sono anche quelle di questa regione.

DIALOGO: Benedetto XVI ha scelto ancora una volta l’Umbria, ancora una volta Assisi per rilanciare – sulle tracce di Giovanni Paolo II – il dialogo tra le religioni. Lo scorso 27 ottobre abbiamo vissuto un evento che non sarà possibile archiviare. Nei cuori e nelle menti.

ENERGIE RINNOVABILI: L’Umbria non è solo crisi. Ci sono anche settori e poli produttivi che “tirano” che competono, che sfidano (e vincono) la globalizzazione. Il settore delle rinnovabili e la realtà di Massa Martana rappresentano, come è noto, un esempio. E un’indicazione: l’economia verde è strada da  battere, per l’oggi e per il futuro.

F1) FESTIVAL GIORNALISMO: E’ una di quelle realtà, esplose in questi anni, che meritano attenzione. L’appuntamento animato da Arianna Ciccone potrà anche far discutere, ma alla sua rassegna si respirano sguardo contemporaneo, curiosità, nuovi linguaggi, aria di libertà, e quella dell’informazione è davvero preziosa.

F2) FARINA: Simone Farina  è quel difensore del Gubbio che ha denunciato la combine legata al calcioscommesse. Prandelli – un altro bravo – lo ha convocato per premio in Nazionale. Il suo comportamento – che gli organi di informazione hanno giustamente riportato – è stato un esempio di onestà, correttezza sportiva, serietà umana e professionale. Che ridà credibilità a certi valori, non solo sportivi, che in questi anni di diffusa «paraculaggine» volevano farci credere  fossero passati di moda. Ma non è così.

GIO’: E’ il quartier generale di Eurochocolate di Guarducci, manifestazione che fa parte, a pieno titolo, dell’Umbria che corre. Per qualcuno anche troppo (Corso Vannucci, in certi giorni, sembra la partenza della Maratona di Roma). Però idee come queste sono creative. Spesso vincenti. Scusate se è poco per una regione e una città che, tra l’altro, hanno il cioccolato nel dna.

HALLGARTEN: A Città di Castello è stato l’anno del centenario di Alice Hallgarten moglie di Leopoldo Franchetti. E’ stata giustamente celebrata una donna straordinariamente aperta, moderna, colta, socialmente sensibile. A lei (ma anche a Franchetti) quella comunità deve molto.

INFILTRAZIONI MAFIOSE: Le mafie, da tempo, non usano più lupara e coppola. Colletti bianchi, riciclaggio di denaro sporco, acquisizioni di aziende e capannoni dismessi, apertura dalla mattina alla sera di esercizi commerciali e turistici, speculazioni immobiliari. Se leggiamo un anno trascorso di cronache umbre, troviamo quasi ogni giorno queste notizie. E’ una delle vere emergenze da affrontare, certo non autarchicamente, ma con una strategia «interforze»: istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, forze sociali e del lavoro. Scuola e cultura della legalità.

KERCHER: un pensiero per Meredith. Che non c’è e non ci sarà più. Le sentenze vanno rispettate. Fino a quella definitiva, un accusato è presunto innocente. E, come si dice, comunque in dubio pro reo. Ed è giusto che La Knox e Sollecito siano oggi fuori, se la giustizia ha deciso così. Ho conosciuto Amanda in carcere, nel corso di un paio di visite. Parlandoci ho avuto l’impressione di una ragazzina, travolta da una storia terribile. Al di là del giudizio che ognuno può essersi fatto sulla tragedia, non dimentichiamo comunque che un’altra ragazzina non sorriderà più ai suoi genitori, ai suoi cari, alla vita.

LIVELLO: dell’acqua del Tevere a Montedoglio. Dopo la paura di un anno fa, la perizia ordinata dalla magistratura ha rivelato che i materiali di costruzione della paratia che ha ceduto non erano adeguati. Occorre quindi al più presto la piena conferma che la struttura centrale non presenta questo rischio. Finché non si ha questa graanzia, è difficile pensare di riportare a regime il livello dell’acqua. Ma se il livello rimane basso, ci saranno seri problemi per le colture agricole, per l’uso plurimo (anche idropotabile) delle acque dell’invaso.

MERLONI: La drammatica crisi della Merloni è ad una svolta. L’acquisizione da parte di un nuovo gruppo è una buona notizia, che solo parzialmente, però, risolve i problemi dei lavoratori e delle loro famiglie. Solo una parte sarà reinserita nell’attività produttiva. Ci sono altre carte ancora da giocare, a partire dall’accordo di programma che vedrà protagoniste le istituzioni e le forze sociali. E’ fondamentale che, anche in questa nuova, difficile fase, i lavoratori – che proprio un anno fa salirono sulla torre di Nocera Umbra – stiano uniti, insieme con le organizzazioni sindacali.

NAPOLITANO: Il Presidente della Repubblica è stato l’uomo dell’anno. Ha il consenso di oltre l’80% degli italiani. Ci ha ridato l’orgoglio di appartenere ad una Nazione unita. Ci ha rappresentato (e salvato spesso la faccia) sulla scena internazionale. E’ stato il regista di scelte difficili, delicate, decisive per il Paese. Nell’anno trascorso ha onorato l’Umbria partecipando a due eventi importanti: come il concerto di chiusura del Festival di Spoleto e il concerto di Natale di Assisi.

OMAR: Si chiamava così. Diceva di venire dalla Libia, dove la Primavera dei Popoli del Mediterraneo avanzava e dove il sanguinario regime di Gheddafi costringeva molti come lui alla fuga. E’ stato anche lui in Umbria, insieme ad altre centinaia di donne e uomini, ospite di una delle strutture messe in piedi dalle istituzioni regionali e locali, (fondamentale il ruolo dell’Arci), da Caritas e volontariato laico per fronteggiare l’emergenza profughi. Anche in questo caso l’Umbria ha dato prova di accoglienza, solidarietà, apertura. Diceva giorni fa un noto istituto di statistica che un italiano su quattro sarà a breve «straniero». Mettetela come si vuole: ma le società moderne sono e saranno sempre più multietniche, multiculturali, multireligiose. Convivere, nel rispetto delle regole, è la strada maestra. E obbligata. Come accadde ai nostri nonni e bisnonni che partirono dall’Italia e dall’Umbria per l’America Latina, la Francia o il Belgio, la Germania….

PALLAVOLO: In attesa che il calcio torni in Paradiso, il volley umbro tiene alto il nome dello sport regionale. San Giustino, Città di Castello, Bastia rappresentano squadre e società competitive ai massimi livelli. E’ un bel ciclo, che affonda radici nel passato di queste realtà. Si conoscono le difficoltà economiche che incontrano queste società. Per questo un po’ di lungimiranza (in questo come in altri ambiti) non guasterebbe: nel rispetto delle identità, in una regione grande come un quartiere di Roma perché non cominciare a pensare di unire forze, energie, risorse?  E un’altra personalità della pallavolo umbra conquista il podio 2011: l’arbitro tifernate Simone Santi, che ha diretto la finale dei Mondiali per Nazioni a Roma e si fa sempre più strada sulla scena internazionale.

QUESTIONE MORALE:  C’è o non c’è in Umbria? No, in senso giudiziario. L’Umbria, secondo me, ha ancora un «sistema» che regge, almeno fisiologicamente. Ci sono stati episodi inquietanti, ma ancora – forse – non sistemici. Ma questione morale non è solo «non rubare». Ci mancherebbe! Del resto, questi divieti vengono prescritti sia dai Dieci Comandamenti che dalle leggi. Questione morale (lo diceva proprio così un certo Enrico Berlinguer esattamente trenta anni fa, in un’intervista a Scalfari che sembra rilasciata ieri) significa che i partiti e la politica debbono progettare, ideare, programmare, controllare, prendersi la responsabilità di tutto questo davanti ai cittadini. Poi, però, la gestione, le nomine negli enti strumentali, nelle partecipate devono vedere un passo indietro dei partiti e della politica a favore di competenze, capacità, risorse umane. Premiare e promuovere i capaci, non i fedeli di corrente. E’ una sfida fondamentale – assieme a quella per la riduzione dei costi, l’abolizione dei privilegi a parlamentari, consiglieri regionali e giù giù – perché la politica torni ad essere davvero credibile, di esempio (e anche di sacrificio, come era una volta).

RIFORME: Parola è associata all’altra, davvero brutta, «endoregionali». Al di là dell’estetica, l’auspicio è che anche in Umbria si concretizzi al più presto una stagione di vere riforme. Semplificazione, sfoltimento, lotta agli sprechi, velocizzazione, trasparenza, decisioni rapide. Il sistema deve mettersi al passo con i tempi e le urgenze della società. Ci saranno resistenze particolarismi, pigrizie. Ma perdere questa occasione sarebbe imperdonabile per tutti.

SOLOMEO: E’ il regno di Cucinelli, che interpreta da anni in maniera originale, creativa e globale il ruolo di imprenditore. Non è solo cashmere, ma anche una comunità ideativa e produttiva. Che produce  cultura, sostiene la tutela di beni architettonici. Quando si fa il suo nome, fuori di questa regione, quasi tutti sanno di che cosa si parla.

TEATRO LIRICO SPERIMENTALE: E’ una prestigiosa istituzione culturale spoletina, anche nei giorni scorsi premiata per i suoi successi. Istituzione che quest’anno ha accresciuto il suo prestigio perché ha guidato, in questa regione, la battaglia contro i tagli alla cultura da parte di un governo dove c’era un ministro che diceva che “la cultura non si mangia”. Affermazione del tutto infondata (si veda il contributo della cultura in tutte le sue voci al Pil nazionale e umbro). E comunque la cultura – è stato detto – «si respira». E tanto dovrebbe bastare.

UMBRIA OLII: La recente sentenza del Tribunale di Spoleto è stata dura, ma giusta, Non ridarà la vita a Giuseppe Coletti, Maurizio Manili, Tullio Mottini e Vladimir Todhe, morti nella terribile tragedia di Campello, ma rappresenta un monito. Perché la sicurezza sul lavoro sia considerata da tutti un dovere civile, prima ancora che imprenditoriale.

VESCOVI: Le ansie e le speranze del mondo cattolico, che hanno recentemente trovato nuova soggettività e identità proprio in Umbria, a Todi, sono rappresentate bene da tanti parroci, laici e associazioni, anche in questa regione. I vescovi sono, naturalmente, le figure più visibili. Da monsignor Vincenzo Paglia con il suo ruolo a Terni, a Sorrentino nella diocesi di Assisi, da Cancian a Città di Castello a Bassetti a Perugia e via via tutti gli altri, questi uomini di Chiesa rappresentano secondo me, in un momento difficile, sempre più punti di riferimento per le comunità. Nessuna diffidenza: le istituzioni e la politica ne possono solo trarre giovamento.

WINTER: Umbria Jazz. Naturalmente. L’edizione invernale orvietana non mostra, secondo me, segni di stanchezza. Certo, è figlia di una madre davvero nobile che dal 1973, da Villalago di Piadiluco, ne ha fatta di strada. Facendo scuola.

ZERO: in condotta. A quelli che prima di Natale hanno rubato i computer alla scuola di Ammeto (giusti gli strali del sindaco di Marsciano Todini). Rubare attrezzature ad una scuola è come sparare sulla Croce Rossa. A quelli (anche umbri) che hanno fatto tornare i capitali evasi e trasferiti all’estero con lo scudo di appena il 5% (alzato ora un po’ dal nuovo Governo). Potremmo continuare a lungo con gli zeri …meglio fermarsi. Buon anno, Umbria.

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