di Walter Verini
L’Umbria ha vissuto una giornata importante, con il Convegno su «L’Europa dell’integrazione», promosso dal ministero per la Cooperazione e dall’Università per Stranieri di Perugia. Da questa regione, da questa iniziativa è giunta una spinta forte perché il Paese conosca una nuova stagione di integrazione, una nuova legge di cittadinanza per chi nasce, vive, studia, lavora in questo Paese, per chi parla questa lingua anche se ha la pelle di un colore diverso da quella bianca.
L’Umbria conosce da tempo la multietnicità. Classi dirigenti di Paesi africani e mediorientali si sono formate all’Università per Stranieri. Da anni la coltivazione del tabacco si regge sul lavoro di immigrati. E lo stesso è per tante imprese piccole e medie. Da anni anche le nostre famiglie sono aiutate, come in Italia, ad accudire gli anziani da migliaia di badanti extracomunitarie. Le nostre scuole, gli asili nido sono colorati e tanti bambini neri o gialli tifano Perugia o Ternana come i figli di una famiglia umbra.
Quando ci sono state emergenze legate alla sorte di migliaia di profughi, poi, la nostra Regione (rete delle istituzioni, volontariato e associazionismo laico e cattolico, parrocchie) è stata un modello di accoglienza, come hanno efficamente ricordato nei loro saluti anche la Presidente Marini, il Sindaco Boccali, l’Arcivescovo Bassetti. Oltre l’affascinante relazione di Umberto Eco, ed altri interventi di grande respiro, il Ministro Riccardi è stato efficacissimo nel ricordare come con il Governo Monti si sia invertita la rotta sciagurata, indicata dalla Lega, che era stata adottata dal Governo precedente. Una rotta fatta di paure, rifiuti, venata persino di razzismo. La rotta dei “respingimenti” tout court, dell’ognuno a casa sua. Una rotta non solo chiusa e pericolosa, ma anche inefficace: con la multietnicità, la multiculturalità si può e si deve convivere. Sono una risorsa, come in tutte le società aperte. Una risorsa per un mondo globale, senza più confini. E’ l’Italia ad essere indietro su questo: tutti i Paesi europei, le grandi capitali sono da decenni un melting pot vivo e creativo. Così come New York, la più meticcia delle metropoli.
Giocare in difesa, non vivere questa realtà come un’opportunità, ma con paura e diffidenza, sarebbe come opporsi…..alle stagioni che si susseguono, al tempo che passa…. E questo sarebbe drammatico per un Paese mediterraneo come l’Italia, che può svolgere un formidabile ruolo di ponte tra l’Europa, l’Africa ed il Medio Oriente.
Accogliere, cooperare, vivere e lavorare insieme, fare comunità rispettando le identità. Senza indulgenza, ovviamente, per chi non rispetta le regole del Paese. Ma questo vale per tutti, senza pigre equazioni tra delinquenza, criminalità e arrivi di extracomunitari. Ancora oggi la maggior parte dei reati vengono compiuti da “maschi, adulti, di pelle bianca”, tanto per capirci.
E vorrei dire che battersi contro ogni forma di razzismo, di rifiuto del diverso, dell’altro, significa anche dare segnali giusti e chiari, in un momento in cui fenomeni inquietanti e deliranti di questo tipo dilagano in Europa e nel nostro Paese.
Per questo la Sala dei Notari ha vissuto una giornata importante, ospitando questo convegno voluto dal Rettore Stefania Giannini e dal Pro-Rettore Impagliazzo. Ed è stato bello che, per il gruppo del Pd, abbia partecipato Jean Leonard Touadi, congolese di origine, primo e unico deputato di colore in Parlamento. Lo volle Walter Veltroni nel 2008 (sì, fu scelto per la lista, “nominato”, come si dice frettolosamente: se ci fossero state le preferenze, Jean Leonard non sarebbe stato eletto!).
Ed era stato lo stesso Veltroni, da Sindaco di Roma, a nominarlo suo assessore alla Sicurezza. Touadi è venuto a Perugia proprio per sostituire Veltroni – che avrebbe dovuto partecipare alla tavola rotonda pomeridiana – impegnato in Antimafia. Ed è stato bello che un leader politico impossibilitato sia stato sostituito da un parlamentare italiano nero, in anni lontani, tra l’altro, studente alla Stranieri di Perugia. Un’altra conferma che il mondo non si può fermare.
