Wladimiro Boccali
Il sindaco di Perugia foto (F.Troccoli)

di Wladimiro Boccali*

Egr. Presidente Monti,

Le scrivo in qualità di Sindaco della città di Perugia ma soprattutto di responsabile protezione civile ANCI. Ho ascoltato con molto interesse il Suo intervento all’Assemblea dei sindaci della settimana scorsa a Bologna anche se non ho condiviso i contenuti illustrati, ritengo infatti che i Comuni, in questo momento, possano e debbano essere considerati tanti “motori” per lo sviluppo, i punti vitali di quella rete nazionale su cui basare la leva della crescita che spero possa arrivare prima delle buie previsioni degli esperti.
Anch’io da amministratore locale ho maturato l’esperienza nella gestione delle emergenze a seguito di un terremoto. Ricorderà il sisma che nel ’97 colpì non solo la mia città di Perugia, ma anche altri importanti centri da Foligno ad Assisi e parte dei comuni della regione Marche. In quella occasione si manifestò la consapevolezza chiara che i Sindaci dovessero essere i protagonisti della ricostruzione. Un po’ come sta avvenendo oggi in Emilia Romagna.
La cosa inedita di questi giorni è il terremoto, di ben altra natura, che ha colpito la stessa Protezione civile e i cui danni sono ancora difficili da valutare. Mi riferisco alla recente sentenza del tribunale de l’Aquila ai danni dell’intera Commissione grandi rischi.
Sebbene non siano ancora state depositate le motivazioni, penso si possa dire già da ora che questa sentenza segna un punto di non ritorno per tutte le componenti del Servizio nazionale della protezione civile, e vorrei esprimerLe il profondo senso di smarrimento che anche noi sindaci – autorità comunali di protezione civile – stiamo vivendo.
Come Ella sa, da pochi mesi e’ stata promulgata la legge di modifica della protezione civile. Da anni eravamo abituati ad un sistema di protezione civile in cui gli stati di emergenza si prolungavano ben oltre i termini che sarebbero stati ragionevoli in base alle motivazioni dichiarate. Era un sistema che si attivava a livello nazionale anche per eventi locali e che interveniva in deroga con risorse straordinarie per il ripristino delle condizioni di normalità.
Oggi quella protezione civile non c’è più, in seguito ad una legge voluta fortemente dal Suo Governo ma fronte della chiusura del vecchio sistema stenta però ad affacciarsi il nuovo servizio nazionale di protezione civile. La legge 100 ha introdotto diverse novità che incidono, e non poco, anche sulle responsabilità dei Sindaci, che ora sono individuati come i soggetti di direzione delle strutture in emergenza. E’ una novità rilevante, un passo indietro dei Prefetti e una ulteriore responsabilità affidata ai Sindaci.
Ci stiamo apprestando ad affrontare stagioni che nel nostro Paese ci costringono spesso affrontare altre emergenze e non mi pare che dallo scorso anno siano intervenute novità di rilievo in termini di prevenzione e previsione degli eventi. Non parlo solo della necessità di un Piano Nazionale di messa in sicurezza del territorio, mi riferisco anche ad altro. Alla mancanza di un sistema di allertamento nazionale e condiviso che bonifichi l’inefficiente e pericolosa anarchia del presente e mi riferisco anche alla mancanza di un Testo Unico che metta ordine alla complessa e stratificata normativa sulla protezione civile.
A leggere la nuova legge in materia, le direttive sulle emergenze e da ultimo quelle sul rischio idrogeologico, appare chiaro che tutto viene affidato a livello locale, all’autorità comunale di protezione civile, tutto tranne una cosa: le risorse. Ma come costituire i presidi di monitoraggio, realizzare la mappa delle criticità e dei punti neri delle alluvioni, avvallamenti e frane, installare la apposita cartellonistica anche con segnalatori luminosi ed acustici, ecc.?
Potrei continuare dicendo che c’è da eliminare le liste di attesa degli asili nido, portare la raccolta differenziata al 100%, realizzare parcheggi per migliaia di posti auto in più e al tempo stesso abbattere le polveri sottili e l’inquinamento dell’aria in città, eliminare le fastidiose salite per i ciclisti e realizzare le piste ciclabili, e potrei continuare.
Quando mi hanno trasmesso il Provvedimento, e visti i profili di responsabilità, ho immediatamente pensato alla nevicata del febbraio scorso e a tutti i colleghi dei piccoli comuni che si sono adoperati in ogni modo per affrontare un problema. Sig Presidente, quei Sindaci che hanno operato in emergenza disponendo anche di ditte private in somma urgenza per spazzare la neve stanno ancora aspettando il rimborso di quelle spese.
Faccio quindi appello a Lei e al suo pragmatismo Sig. Presidente, per metterci nelle condizioni di affrontare il problema, prima della prossima emergenza.

Cordiali Saluti.

Wladimiro Boccali, Sindaco di Perugia e responsabile Protezione Civile Anci