Da sinistra Andrea Bernardoni, Adriano Padiglioni e Marco Morganti

Nel 2012 anche le imprese cooperative sono state colpite dalla crisi. E dei quasi 11 mila occupati in Umbria rischiano di saltarne mille, soprattutto giovani e donne. E’ quanto emerso durante la presentazione del Rapporto sociale di sistema 2010-2012 della Associazione regionale cooperative servizi di Legacoop Umbria. Sono intervenuti Luca Ferrucci, professore all’Università di Perugia; Angelo Migliarini, presidente Legacoopservizi Toscana; Margo Morganti, ad di Banca Prossima; Giorgio Raggi, presidente del consiglio di sorveglianza di Coop Centro Italia; Wladimiro Boccali, sindaco di Perugia .

I numeri del 2011 La cooperazione di servizi aderente a Legacoop Umbria anche nel 2011, confermando la tendenza degli ultimi 10 anni, ha fatto registrare positive performance sia in termini occupazionali che di valore della produzione. Le 100 cooperative associate infatti nel 2011 hanno fatto registrare 10578 occupati (erano 10246 nel 2010) ed un valore della produzione aggregato pari a 426 milioni di euro (erano 418 nel 2010).

Arriva la crisi Nel 2012 anche le imprese cooperative sono state colpite dalla crisi, legata in particolar modo alla contrazione sia della domanda pubblica che di quella privata delle famiglie e delle imprese. Sono a rischio più di 1000 posti di lavoro, in larga parte formati da giovani e donne.

Le richieste La cooperazione di servizi chiede un intervento immediato per: rivedere le misure del governo relative alla cosiddetta “spending review” che altro non sono che tagli lineari che colpiscono i lavoratori ed i cittadini; eliminare le misure contenute nel Ddl Stabilità che aumentano l’IVA alle cooperative sociali ed incrementare le risorse destinate alle politiche sociali dal governo nazionale; intervenire in modo concreto per ridurre i tempo di pagamento da parte delle amministrazioni pubbliche, in particolar modo partendo dai crediti più vecchi.

Welfare produce crescita Illustrando il rapporto sociale delle cooperative di servizi Andrea Bernardoni, responsabile cooperazione sociale Arcs Legacoop, ha messo in evidenza come «anche i dati contenuti in questo rapporto testimoniano che il welfare produce crescita economica ed occupazionale. L’Italia ha una spesa sanitaria in linea con la media dei paesi Ue ed una spesa per politiche sociali di gran lunga inferiore, quindi riteniamo che i provvedimenti per riqualificare la spesa pubblica non possano incidere ulteriormente su questo versante ma debbano andare ad intervenire su altri aspetti,come ad esempio il costo delle opere pubbliche che in Italia sono di gran lunga più onerose rispetto ad altri paesi».

Investire sul welfare «Crediamo – ha affermato Adriano Padiglioni, presidente di Arcs Legacoop Umbria – che per uscire da questa fase di crisi sia necessario ripensare radicalmente il modello di sviluppo e gli stili di vita dei cittadini, investendo sull’innovazione, sul welfare e sulla green economy. In questo processo di trasformazione del sistema economico e sociale la cooperazione vuole essere motore di innovazione e cambiamento, sperimentando nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato sociale. Crediamo che, in questa fase, l’economia sociale possa essere un motore per un nuovo sviluppo nel paese». La cooperazione lancia quindi la sfida, ai cittadini, agli imprenditori ed alla politica: cambiare l’agenda del paese, mettendo al centro i bisogni dei cittadini, le competenze dei nostri giovani ed il capitale sociale di cui sono dotate le nostre comunità. Investendo su innovazione, welfare e green economy.

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