di M.R.
Cercano risposte e garanzie sul futuro dei 40 esuberi individuati tra gli addetti della vigilanza privata che opera all’interno di Acciai speciali Terni, i rappreentanti di Cgil, Cisl e Uil e le sigle di categoria Filcams, Fisascat e Uiltucs che martedì mattina sono saliti a Palazzo Bazzani per rappresentare al nuovo prefetto Bruno la situazione prospettata dal gruppo Arvedi, al netto di una riduzione dei servizi prestati dalle divise di sicurezza.
Terni Secondo quanto trapela, in attesa di un quadro certo sulla possibilità che i lavoratori in esubero siano ricollocati, facendo leva su altri appalti che la società Sicuritalia ha in diverse parti del Paese, sarebbero 25 quelli che già dal prossimo mese saranno messi alla porta dai vertici dell’acciaieria di viale Brin. La questione, come noto, ha già attivato un giro di polemiche importanti tra parti interessate a diverso titolo; quello in Prefettura, un passaggio obbligato lungo l’iter per la proclamazione di uno sciopero, previsto a fine maggio, dopo che la vicenda ha già fatto registrare un presidio dei lavoratori e lo stop temporaneo del traffico all’ingresso del sito siderurgico.

