Si terranno lunedì in Alto Tevere le assemblee sindacali con i lavoratori della filiera del tabacco. In ballo c’è infatti il futuro del settore dopo che, tre mesi fa, la multinazionale Japan tobacco international ha annunciato che sposterà la lavorazione del prodotto greggio (acquistato sempre in Alto Tevere) dalla Trasformatori tabacco Italia di Cerbara alla Deltafina di Bastia Umbra. Trascorsi tre mesi Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil dell’Umbria scrivono che a oggi non ci sono risposte a proposito delle strategie future, delle reali possibilità di mantenere la trasformazione senza la Jti e della possibilità di altri partner.
«A RISCHIO MILLE POSTI DI LAVORO»
Assunzioni «Deltafina – spiegano – negli incontri intercorsi anche alla presenza delle strutture nazionali, ha dichiarato che è intenzionata ad assumere tutti gli operai a tempo determinato dell’Alta Valle del Tevere. Ma alle nostre precise domande circa la reale necessità sul numero di personale e giornate, sugli inquadramenti e altro ha sempre risposto che di tutto ciò si sarebbe parlato dopo l’accordo commerciale con i produttori e perciò in base alle tonnellate di tabacco concordate».
VIDEO – LA MANIFESTAZIONE DI 200 LAVORATORI
Accordi «Dal primo giorno – concludono quindi Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil – abbiamo detto che la partita relativa al prezzo del tabacco non era materia sindacale, ma di stretta natura commerciale. Siamo però a marzo e a oggi non ci risultano essere accordi in merito alla produzione e questo rischia davvero di mettere in discussione non solo la trasformazione ma tutta la questione della lavorazione del tabacco. Ecco perché chiediamo un incontro urgente con Opta (Organizzazione produttori tabacco) e con tutte le realtà che la compongono. Chiediamo altresì l’apertura di un tavolo istituzionale che affronti tutte le questioni relative al comparto».
