di Marco Torricelli
Interlocutorio. Ma non poteva essere altrimenti. Il primo incontro, al ministero dello Sviluppo economico, dopo l’annuncio di Outokumpu di messa in vendita dello stabilimento Ast di Terni. Il sottosegretario Claudio De Vincenti, che rappresentava il governo, ha spiegato ai rappresentanti delle istituzioni locali – la presidente della Regione Marini, il presidente della Provincia Polli e il sindaco Di Girolamo – e a quelli dei sindacati, quello che sarà il percorso che si intende seguire per agevolare un passaggio di mano non traumatico delle acciaierie ternane, che dovrà avvenire, com’è noto, entro il 7 maggio prossimo: «Fino a metà febbraio – spiega Claudio Cipolla, della Fiom Cgil – si resterà in attesa delle manifestazioni di interesse che perverranno, sulla base del memorandum predisposto dal governo. Poi inizierà la fase più importante».
A marzo l’esame Dai primi di marzo, infatti, «si procederà all’esame delle proposte pervenute e si avvieranno i contatti più approfonditi con i soggetti che potranno essere considerati interlocutori in grado di garantire quei requisiti che si ritengono indispensabili». Requisiti sui quali i sindacati sono sempre stati chiari: «Quello che serve è l’individuazione di un possibile acquirente che offra il massimo delle garanzie sul piano industriale ed economico – dice ancora Cipolla – ma non ci si deve distrarre da un altro obiettivo decisivo, che è quello del mantenimento del polo nella sua interezza».
Lo scoglio tubificio Già, perché Outokumpu – rappresentata alla riunione da alcuni dirigenti, ma non dal Ceo, Mika Seitorvita – vorrebbe vendere, ma non tutto. Il tubificio, per esempio, vorrebbe tenerlo in portafoglio: «Noi riteniamo, invece, che il futuro delle acciaierie può essere programmato e organizzato – prosegue il sindacalista – solo partendo dall’integrità del sito e dalla necessaria verticalizzazione delle produzioni». Nel pomeriggio, nella sede della Cisl, si svolgerà una conferenza stampa unitaria per fare il punto della situazione.
Piano industriale e capacità finanziaria Gli esponenti di Outokumpu, secondo quanto riferito in una nota congiunta, hanno dettagliatamente esposto l’iter in corso (che tra le altre cose prevede la distribuzione ai potenziali acquirenti di un memorandum informativo, sulla base del quale i soggetti interessati a subentrare potranno procedere nella trattativa) e hanno dato la più ampia rassicurazione che entro maggio il passaggio di proprietà sarà perfezionato, rispettando così la scadenza fissata dalla Commissione europea. Nel corso della discussione, Governo, istituzioni locali e sindacati hanno, da parte loro, posto l’accento sulla necessità che, nell’esaminare le manifestazioni d’interesse, Outokumpu consideri elementi prioritari il piano industriale e la capacità finanziaria di supportarlo. “Piano industriale e disponibilità finanziaria capace di dargli gambe – ha sottolineato il Sottosegretario De Vincenti – rappresentano infatti la garanzia che le acciaierie di Terni continuino a essere presenti sulla scena internazionale e rafforzino la loro competitività”. I rappresentanti della multinazionale hanno condiviso tale impostazione. Per i primi di marzo è stata convocata una nuova riunione del tavolo. Nel frattempo, in spirito di piena collaborazione con Outokumpu, Ministero ed istituzioni locali seguiranno passo passo l’evolversi della vertenza.

