«Mettere in sicurezza», «restaurare» e «valorizzare alcuni dei principali beni culturali pubblici dell’Umbria», soprattuto in zone che «normalmente non avrebbero la possibilità di farlo». Sono queste le parole con cui il vicepresidente della Regione Tommaso Bori ha presentato martedì mattina il programma regionale di interventi «di adeguamento strutturale, impiantistico e funzionale di luoghi e spazi del patrimonio culturale, storico, artistico e architettonico pubblico», finanziato con le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc) 2021-2027, approvato dalla giunta regionale.
Il bando Il vicepresidente, insieme all’assessora al Turismo e alla riqualificazione dei centri storici Simona Meloni, ha anche spiegato i criteri di selezione degli otto comuni umbri; prima di tutto sono stati scelti quelli «immediatamente cantierabili» e «compatibili con le risorse disponibili», «con capacità di spesa già definita» e, sopratutto, con «una significativa quota di cofinanziamento da parte degli enti locali» richiedenti, pari almeno al 20 per cento. In più, si è guardato anche «al completamento di opere già avviate». Tra teatri storici, mura cittadine, musei, monumenti simbolo e complessi monumentali, la Regione ha selezionato otto interventi distribuiti in tutto il territorio umbro.
Comune di Perugia Uno dei progetti più importanti è quello che riguarda la Rocca Paolina di Perugia: «Via le impalcature che sono lì da anni e impediscono l’accesso a diverse aree della Rocca» ha detto Bori, per il quale si tratta del «finanziamento più consistente del programma e più atteso». «Dopo 10 anni, un’amministrazione ha destinato un milione e mezzo di euro alla Rocca Paolina» ha sottolineato. L’intervento prevede il recupero strutturale del monumento attraverso il consolidamento delle volte e la riparazione delle lesioni, il risanamento degli ambienti ipogei, nuove impermeabilizzazioni e sistemi di drenaggio, oltre al restauro architettonico, l’adeguamento degli impianti e la riqualificazione degli spazi museali, con il ripristino delle installazioni multimediali e immersive. Il Comune, per i lavori ha stanziato 420 mila euro, mentre il restante milione arriva dai fondi europei.
Comune di Todi Al tempio di Santa Maria della Consolazione sono stati assegnati 135 mila euro dal Comune, mentre il finanziamento europeo (Fsc) ammonta a 400 mila euro, circa il 75 per cento del totale. L’intervento, per un valore complessivo di oltre 530 mila euro, prevede l’eliminazione delle infiltrazioni, il restauro degli intonaci e degli elementi lapidei interni di pareti, cupola e semicupola, oltre alla realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione interna.
Comune di Panicale Il Comune di Panicale ha ottenuto oltre 575 mila euro, di cui 460 mila dal fondo Fsc e 115 mila dal Comune. Stavolta si stratta di un intervento di completamento sul teatro Cesare Caporali. I lavori riguarderanno l’adeguamento alle norme antincendio, il rinnovo dell’impianto di riscaldamento e ulteriori opere finalizzate a migliorare l’accessibilità e la fruibilità della struttura.
Città di castello Alla Pinacoteca comunale di palazzo Vitelli andranno un totale di 650 mila euro. Le risorse, di cui 520 mila euro dai fondi europei e 130 mila dal Comune, saranno utilizzate per consolidare la struttura, mettere in sicurezza la copertura e installare le linee vita necessarie per le future attività di manutenzione.
Comune di Narni Il teatro, al terzo piano del palazzo del comune, ha ottenuto un milione di euro. Anche in questo caso, si tratta di completamento di interventi già avviati: l’adeguamento degli ingressi per garantire accessibilità e sicurezza antincendio, nuovi sistemi di gestione della sicurezza dei percorsi interni, il completamento di camerini, magazzini e servizi igienici e la fornitura di arredi e allestimenti. Per questi lavori, il cofinanziamento comunale ammonta a 209 mila euro, mentre i restanti 836 mila sono fondi Fsc.
Comune di Spello Per le mura augustee di Spello è stato assegnato un milione di euro, di questi 854 mila sono fondi Fsc, mentre i restanti 213 mila corrispondono al contributo del Comune. I lavori comprendono il completamento del restauro e del sistema di risalita di Porta Urbica, il consolidamento e il recupero conservativo di Porta Consolare e di una porzione della Torre Civica, oltre al restauro dei mosaici di via Roma e alla realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione architettonica.
Comune di Monteleone d’Orvieto Il teatro dei Rustici riceverà 513 mila euro per completare il percorso di recupero già avviato. I lavori riguarderanno gli impianti elettrici, idrici e di climatizzazione, il rifacimento dei servizi igienici e il completamento degli allestimenti interni. In questo caso, i finanziamenti europei copriranno l’80 per cento, con 410 mila euro, mentre il Comune i restanti 102 mila.
Comune di Foligno Per l’auditorium San Domenico sono previsti 800 mila euro, 433 mila dal fondo europeo, e 366 mila dal Comune. In più a questa somma si aggiungono anche i 2 milioni e mezzo già previsti dal fondo Fsc e l’intervento «è subordinato all’accettazione del Comune del contributo». I lavori interesseranno la manutenzione della copertura, il risanamento dei locali seminterrati e l’adeguamento degli impianti tecnologici.
Il nuovo bando Azione 4.6.1 Questi interventi si insericono in un più ampio piano della Regione per «valorizzare la cultura anche attraverso il turismo in tutte le sue manifestazioni» ha spiegato Meloni. Entro il 30 settembre Comuni e Province potranno infatti partecipare al bando Azione 4.6.1, che metterà a disposizione ulteriori 5,4 milioni di euro dal fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). In questo modo le risorse complessive destinate alla valorizzazione dei beni culturali e degli spazi pubblici supereranno gli 11 milioni di euro. Il nuovo bando punterà su progetti di valorizzazione di lungo periodo, con una durata prevista di 15 anni rinnovabili.
Novità del bando Uno degli elementi sottolineati in conferenza riguardo al prossimo bando è che, a differenza del programma appena approvato, che finanzia interventi proposti da enti pubblici, la nuova misura punterà su progetti «altamente innovativi» realizzati attraverso forme di partenariato speciale pubblico-privato. «Comuni e Province saranno quindi chiamati a sviluppare gli interventi insieme a soggetti del privato sociale e alle imprese, con l’obiettivo di affiancare alla riqualificazione fisica dei beni culturali una gestione stabile e sostenibile nel tempo».
Il 2027 Meloni e Bori non si fermano però al 2026, ma vanno oltre con una «visione in prospettiva» che prevede due ulteriori nuovi bandi per il 2027. Il primo, da 5 miloni del Fsc, «per la valorizzazione dei beni culturali» che uscirà nei primi mesi del 2027, e il secondo in programma per la primavera che riguarderà le pavimentazioni storiche.
