di Chiara Fabrizi
La Spoleto credito e servizi (Scs) deve 15 milioni al Monte dei Paschi (Mps). Questa la decisione del tribunale di Spoleto sull’accordo sottoscritto dai commissari straordinari della società cooperativa umbra e su cui i giudici in un primo momento ne avevano disposto l’inefficacia, salvo poi riformare la pronuncia e riconoscere la validità della transazione in favore dell’istituto senese.
Istanza di fallimento per Scs Ma questa non è l’unica doccia gelata servita negli ultimi giorni a palazzetto Pianciani, dove dopo l’assemblea dei soci sono scattate le dimissioni di due terzi del Consiglio di amministrazione che dovrà essere ricomposto il prossimo 16 e 17 dicembre. Sempre a metà della scorsa settimana, infatti, il curatore fallimentare Eros Faina attraverso l’avvocato Tiziana Stemperini ha depositato per conto della partecipata Scs gestioni immobiliare un’istanza di fallimento per recupero di un credito vantato verso la holding Scs di circa 75 mila euro. L’udienza è stata programmata per il mese di maggio.
Vanno versati 15 milioni a Mps Ad aggravare la situazione finanziaria della società cooperativa che un tempo controllava Banca Popolare di Spoleto di cui oggi è socio al 9 per cento, anche la decisione del tribunale di Spoleto che ha riconosciuto valido l’accordo da 15 milioni di euro firmato dai commissari Scs con Mps. La transazione prevede tre versamenti annui da 5 milioni, il primo dei quali avrebbe già dovuto essere eseguito il settembre scorso, ma è stato stoppato dall’iniziativa legale della Scs in tribunale. Col procedimento, in prima battuta, si è ottenuta la dichiarazione di inefficacia dell’accordo, ma il Mps ha impugnato la decisione e nelle ultime ore è riuscita a ribaltarla, col tribunale di Spoleto che ha riformato la pronuncia. I soldi a Mps vanno quindi versati.
Nuove elezioni I due sviluppi arrivano a dieci giorni dalla nuova assemblea dei soci della Scs che, dopo aver bocciato i bilanci e sfiduciato il Cda, è ora chiamato a nuove votazioni. Il presidente Marcucci e altri cinque consiglieri hanno infatti presentato le dimissioni, mentre resteranno al proprio posto i tre consiglieri eletti nell’ultima assemblea (Di Fonzo, De Fusco e Mazzoni sostenuti da Antonini). Entro il 9 dicembre dovranno essere infatti presentate le liste composte da sei candidati, dopodiché il 16 e il 17 dicembre al ristorante Zengoni i soci potranno scegliere chi mettere alla guida della Scs per la fase a dir poco complessa.
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