Firma accordo antiusura

di G.O.

Dopo la misura voluta da Regione e la Fondazione umbra contro l’usura per contrastare il caro bollette, arriva il protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto del fenomeno dell’usura, firmato giovedì a Perugia dalla Fondazione e da Gepafin, la finanziaria sotto il controllo di Palazzo Donini.

Percorso di assistenza Il documento ha come obiettivo principale quello di facilitare l’erogazione di prestiti da parte delle banche, attraverso la concessione di garanzie, per affrontare le problematiche di persone e imprese che altrimenti ne sarebbero escluse. Come ha spiegato la presidente Donatella Tesei nel corso della conferenza stampa di presentazione tenutasi a Palazzo Donini, rappresenta «un ulteriore passo in avanti e un percorso ancora più articolato, che consente a chi ha bisogno di accedere a degli aiuti con la nostra finanziaria Gepafin, che svolge un ruolo di garante anche per quelle situazioni e imprese che non possono accedere al credito bancario».

Il documento Il protocollo, infatti permette alla Fondazione di avere uno spazio maggiore di intervento e di assistenza: «Vogliamo evitare che avvenga il contatto con l’usuraio – spiega il presidente Fausto Cardella – e con questa nuova iniziativa alle persone che si trovano a rischio di usura non diamo soldi ma garanzie presso le banche perché queste diano dei mutui per ripianare la loro situazione, nei limiti di quelle che sono le nostre possibilità». L’accordo, firmato da Cardella e dal presidente Gepafin Carmelo Campagna, sarà di aiuto sia all’economia regionale che alle famiglie. Come ha sottolineato Tesei, «vogliamo andare in contro a quelle imprese che stanno accusando difficoltà per la congiuntura geopolitica che tutti conosciamo; nessuno poteva immaginare la situazione che stiamo vivendo e che ci accompagnerà lungo questo anno».

Garanzie e sensibilizzazione Cardella precisa, inoltre, che «questa garanzia è solo con fideiussioni, sicure e garantite ma non molto apprezzate per vari motivi normativi dalle banche; l’intermediazione di Gepafin consente di sbloccare questa situazione. Noi garantiamo la finanziaria della Regione, questa garantisce per noi con le banche e tutto porta a una facilitazione nell’erogazione di mutui e quindi nell’assistenza». Il presidente di Gepafin, concentrandosi su due punti chiave dell’accordo, spiega che lo stesso consente di mettere a disposizione «risorse per un piano finanziario completo per uscire dalle difficoltà economiche e dal tunnel dei debiti non gestiti, perché dove c’è un percorso avviato è più difficile che gli usurai si avvicinino alle persone fragili, oltre che dare finanze anche a chi è protestato». Sempre Campagna ricorda quanto sia «difficile uscire dall’elenco di chi è protestato», e la necessità di creare un tessuto sociale più solidale con chi ha difficoltà.

Sensibilizzazione Il presidente di Gepafin ha fatto riferimento, al riguardo, alla legge 3/2012 cosiddetta Salvasuicidi, per le persone in stato di sovraindebitamento, che finora ha incontrato difficoltà attuative, su cui il protocollo agisce mettendo a supporto procedure che consentono di predisporre un piano credibile e ottenere finanziamenti. Inoltre, Campagna precisa che il «fenomeno dell’usura è spesso collegato alle organizzazioni malavitose e si annida dove ci sono debiti che non vengono gestiti con un piano preciso; lì la possibilità di assistenza diventa più difficile». L’altro aspetto dell’accordo evidenziato durante la firma, è quello di una necessaria campagna di sensibilizzazione, con la promozione di iniziative di informazione sull’utilizzo dei fondi antiusura e antiestorsione, per approfondire la conoscenza delle modalità per una gestione corretta e responsabile del denaro e indirizzare al meglio le scelte di risparmio e investimento. Secondo Tesei è necessario colmare queste lacune anche attraverso le associazioni dei professionisti e degli ordini professionali, che si interfacciano direttamente con i lavoratori.

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