‘Sos Umbria’ è il titolo del quotidiano nazionale cattolico Avvenire che decide di misurare ‘la temperatura’ della nostra regione. Il risultato è un termometro alto, per quello che si annuncia essere un autunno ‘allarmante’ sul fronte dell’inflazione, con gli ‘aumenti tra i più salati d’Italia’ e gli stipendi ‘tra i più bassi’.

Avvenire: «Sos Umbria» A confermare la preoccupazione i responsabili dei centri Caritas che parlano di richieste in aumento. La mensa Don Gualtiero ad esempio, nel suo primo anno, a Perugia, ha già distribuito 35 mila pasti a 5 mila famiglie. Dall’Arpal si segnalano 1.200 beneficiari delle nuove misure del governo per i fuoriusciti dal reddito di cittadinanza, il doppio di quanti la Regione ne aveva in carico con il programma Gol.

Manzotti: «Qui stipendi più bassi d’Italia» Angelo Manzotti, segretario regionale Cisl ad Avvenire dice: «L’Umbria è fra le regioni con gli stipendi più bassi d’Italia – sottolinea – e contemporaneamente una di quelle col più alto tasso d’inflazione. Il risultato è che oggi la povertà si è allargata a quei nuclei familiari dove ci sono contratti a tempo indeterminato. Gli stipendi non bastano più: quando anche il ceto medio non riesce quasi più a fare fronte ai rincari del carrello della spesa, il campanello d’allarme è forte. Le famiglie sono costrette a tagliare e la prima voce è sempre la sanità: mangiare o curarsi, questa è la scelta. Come Cisl chiediamo un confronto con Governo e parti datoriali per fermare l’inflazione con misu- re decisive, altrimenti non se ne viene fuori».

Molinari: «Manca prospettiva per i giovani» Maurizio Molinari, segretario regionale della Uil, rincara la dose: «L’aumento dei tassi di interesse ha impoverito ancora di più l’Umbria: chi ha un mutuo e arrivava a malapena a fine mese oggi non ce la fa più. Noi siamo preoccupati soprattutto perché non vediamo una prospettiva verso il futuro, verso i giovani. Servirebbe un cambio strutturale, le misure una tantum non bastano se la povertà aumenta anche fra chi lavora». Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell’Umbria chiede interventi sul cuneo fiscale per mettere più soldi in tasca dei lavoratori