«La crisi non peggiora ma ha assunto i caratteri della stabilità». Registra una contrazione del 3%, sul terzo trimestre del 2013, la produzione regionale che, come emerge dall’analisi targata Unioncamere Umbria, soffre una flessione in linea con quella del Centro Italia (-2.9%), ma superiore a quella nazionale (-0.7%).

Le pmi soffrono di più La recessione sembra aver colpito più duramente le imprese con organico compreso tra 10 e 49 addetti (- 4%) e quelle da 2 a 9 addetti con una (-3.7%), mentre è più contenuta la perdita per le aziende con più di 50 addetti (-1.9%). Stesso scenario per i fatturati che in Umbria segnano ‐3.2%, di poco superiore a quello delle regioni del centro (‐2.6%) e anche qui sono le imprese più grandi a mostrare una maggiore capacità di tenuta.

Bene meccanica ed export A salvarsi, o quanto meno a far registrare i dati meno negativi, è il comparto delle industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto. Rilevante, infatti, l’incremento del fatturato estero (+6.9%) e dagli ordinativi provenienti dal mercato estero (+4.7%), ma appaiono significative anche i risultati delle settimane di produzione assicurata (12.7) e del grado di utilizzo degli impianti che sfiora il livello del 90% della capacità produttiva complessiva. Ma un po’ per tutti i comparti gli unici segnali positivi arrivano dall’export, con un incremento medio sia del fatturato (+6.9%) che degli ordinativi (+4.7%).

Commercio, vendite -6.5% Soffre ancora il settore commerciale, dove le vendite sono calate del 6.5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Più del dato medio nazionale (5.3%) e di quello dell’Italia centrale (‐6%) con il 71% degli imprenditori intervistati che non prevede cambiamenti significativi nei prossimi mesi.

Nuove imprese Migliora, invece, sensibilmente il saldo tra iscrizioni e cessazioni di imprese con le prime più numerose delle seconde di circa il 21%, in calo anche i fallimenti (-19%) e le altre procedure concorsuali, mentre solo lieve la flessione (-1%) delle imprese in scioglimento e liquidazione. Il commercio è il comparto ove si concentra il maggior numero di nuove iscrizioni (34%), seguono servizi alle imprese e costruzioni, ciascuno con il 12% circa, turismo (11%) e agricoltura (10%). Il commercio è al primo posto anche per quanto riguarda le cessazioni (30%), segue il comparto delle costruzioni (17%), agricoltura (15%) e servizi alle imprese (10%).

33% nuovi imprenditori da fuori regione L’Umbria mostra anche una notevole capacità di attrarre nuove imprese dall’esterno, con le aperture nella regione di imprese non umbre che ammontano al 33% del totale. Analizzando le categorie, invece, le nuove iscrizioni appartengono nel 33% casi a imprenditori giovani, il 31% rientra femminili, mentre le nuove iscritte straniere arrivano al 17%, va però detto che i dati sulle nuove imprese delle categorie in questione sono tutte in flessione rispetto al terzo trimestre 2013.

Occupazione -3% Va male l’occupazione che nel terzo trimestre 2014, rispetto allo stesso trimestre 2013, una diminuzione superiore al 3%, circa due volte e mezzo maggiore al dato rilevato a livello nazionale. La gran parte delle contrazioni si osserva nelle aziende del turismo, servizi alle imprese e costruzioni, mentre è in controtendenza l’agricoltura che registra un aumento di occupazione del 2%. Il dato negativo dell’occupazione è particolarmente forte nel caso delle microaziende (‐5.1%) e delle grandi (‐2.7%). Sono, invece, molto modeste le variazioni nelle piccole e nelle medie, con queste ultime addirittura in positivo.

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