La conferenza annuale di Bankitalia

di Ivano Porfiri

«Il 2014 in Umbria si è chiuso in maniera più negativa del previsto, con un calo del Pil dello 0,4%, in linea col dato nazionale. Ma dall’ultimo trimestre dell’anno va configurandosi una moderata ripresa, che sembra consolidarsi nei primi mesi del 2015». Ad affermarlo il direttore della filiale umbra di Bankitalia, Marco Ambrogi, presentando il rapporto annuale sull’Economia dell’Umbria.

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Ripresa si consoliderà Secondo Ambrogi «il Paese e anche l’Umbria stanno beneficiando di fattori esterni, soprattutto dell’intervento della Bce che, contro la deflazione, ha avviato un andamento espansivo senza precedenti con tassi ridotti a zero e l’iniezione di liquidità del Quantitative Easing». Grazie a questo «il primo trimestre 2015 è stato positivo per il Paese e la ripresa andrà moderatamente consolidandosi anche nel secondo trimestre». Il calo del rapporto euro/dollaro favorisce poi «sia le esportazioni che il turismo. Proprio il turismo è stato uno dei settori migliori nel 2014». Nota dolente, ormai da anni, è l’edilizia, «ben lungi dalla ripresa – secondo Ambrogi -. Quando questa avverrà sarà un segnale di vero consolidamento della crescita».

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Pil Nel 2014 calo, come detto, è in linea con dato nazionale: -0,4% meglio del -2% del 2013. Tra le componenti che concorrono al dato, sono calati soprattutto gli investimenti, in lieve ripresa invece i consumi delle famiglie. Comunque dal 2007 al 2012 il calo del Pil Umbria è stato del 10% (Italia -6%). Nel 2013 e 2014 invece, il dato è in linea col dato nazionale.

Occupazione Nel periodo 2008-2014 in Umbria si è registrato un -5% occupati. Soprattutto nell’industria e nell’edilizia, mentre nei servizi il numero è rimasto pressoché uguale. Anche l’occupazione, però, è tornata ad aumentare nel secondo semestre 2014: +0,6% (ma con un calo di 5.400 unità nell’intero anno), ancora aumentato nel primo trimestre 2015.

Allarme giovani Se dal secondo semestre si è tornati ad assumere, il discorso non riguarda i giovani (-2,6% di assunzioni nel 2014). Il calo durante la crisi ha riguardato soprattutto i giovani: per gli under 35 -32% di occupati dal 2008 e -7,3% nel 2014. I Neet (chi non lavora, non studia e non cerca lavoro) hanno raggiunto il 23,1% in Umbria, il doppio rispetto ad inizio crisi (nel 2008 erano il 12,6%).

Si torna ad emigrare Nel corso della crisi è aumentata anche la mobilità dei giovani. Ogni anno 18 giovani ogni mille escono dall’Umbria. Ad emigrare sono soprattutto i laureati (circa 12 ogni mille) e la destinazione è soprattutto verso l’estero.

I settori: chi sale e chi scende Tornando ai settori economici, per l’industria il 2014 è stato ancora negativo ma da fine anno si è registrato qualche segnale positivo consolidato nei primi mesi 2015. Dall’indagine tra le imprese, poi, per la prima volta da tre anni è in positivo il numero di quelle che segnalano una crescita del fatturato (meglio le medie che le grandi). E’ proseguita la ripresa dei settori agroalimentare, meccanica (specie per chi lavora per il gruppo Fiat), tessile e abbigliamento. Male la metallurgia (ha influito il lungo blocco dell’Ast per lo sciopero) e le costruzioni.

Export L’impulso espansivo degli anni precedenti sulle esportazioni, stando ai dati, nel 2014 si è arrestato. Ma il dato va depurato dal settore metalli (blocco Ast ed esportazioni interne nel gruppo Thyssen inquinano i numeri). Depurato dai metalli (-23%) l’export fa registrare per l’Umbrua un dato stabile nel 2014 (mentre in Italia cresce), restando comunque a un +20% dai livelli pre-crisi.

Buco nero edilizia Non si arresta la caduta del settore edile, che in Umbria pesa più della media nazionale. Il calo è sia nel settore privato che nelle opere pubbliche: dimezzate rispetto al 2007, anche se si registrano piccoli segnali pdi crescita rispetto al 2013.

Commercio e turismo Il commercio nel 2014 ha fatto registrare una sostanziale stagnazione. Nel 2015 un’inversione di tendenza c’è ma riguarda le imprese con oltre 20 dipendenti, che si aspettano una crescita, basandosi soprattutto sui consumi delle famiglie, leggermente aumentati per la prima volta da anni anche nei beni durevoli (automobili, elettrodomestici). Ma il settore che induce al maggiore ottimismo è il turismo: crescono i flussi con un aumento di arrivi e presenze (anche se si riduce il tempo di permanenza). Crescono soprattutto nelle strutture con 4 stelle o più, il che dovrebbe indurre ad aumentare l’offerta di strutture di qualità. In crescita i turisti italiani, mentre sono in lieve calo gli stranieri.

Credito Da metà 2014 calo si attenua il calo dei prestiti, che prosegue dal 2011, e il recupero prosegue nel 2015 anche se si resta in campo negativo (-0,2% a marzo 2015). Il credito alle imprese a marzo ha fatto segnare un -1,6% (il 2014 si era chiuso a -2,8%) con il calo che si attenua soprattutto per le imprese manufatturiere, mentre peggiora per i servizi. La qualità del credito va ulteriormente deteriorandosi con la crescita delle sofferenze nel 2014 (influisce molto l’edilizia), dato peggiore di quello nazionale. Torna comunque a crescere la domanda di credito (soprattutto da grandi imprese) e si allentano i vincoli bancari ma che restano comunque stringenti. Per ciò che riguarda il credito alle famiglie piccola inversione di tendenza a metà 2014. Resta comunque per i mutui un -0,4% mentre il credito al consumo torna in campo positivo: +0,1%. Infine, la raccolta di famiglie e imprese: cala quella obbligazionaria, mentre i depositi restano positivi (+4,4%) anche se la crescita rallenta rispetto al 2014. In particolare, crescono i conti correnti, calano i depositi a risparmio.

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