L'interno della Brunello Cucinelli ©Fabrizio Troccoli


di Maurizio Troccoli

L’Umbria è la regione al primo posto sul podio per la categoria dei distretti industriali Champion, quelli cioè che si sono saputi caratterizzare innanzitutto per innovazione, patrimonializzazione e rigenerazione interna. Parliamo di quei distretti industriali all’interno dei quali ci sono aziende che hanno saputo scommettere con il digitale, con le sfide dell’energia rinnovabile e anche con un certo ricambio generazionale nel management, oltre che per la presenza di donne. A stabilire questo primato tra i distretti Champion è l’ultimo rapporto dei distretti industriali italiani ‘Research department’ di Intesa San Paolo, che oltre a riconoscere all’Umbria la regione che, in rapporto, presenta il più performante carattere innovativo dei distretti industriali, attribuisce al settore dell’abbigliamento e della maglieria perugino il terzo posto in Italia per performance di crescita.

I distretti industriali italiani, segnano per il 2024 un anno record sull’export. Nel biennio 2023-2024 i distretti industriali italiani hanno subito un rallentamento della crescita, ma la competitività è rimasta elevata con un nuovo record delle esportazioni e del saldo commerciale. Il 2024 si è chiuso con un nuovo record per l’export, a quota 163,4 miliardi (+0,9%). Il contemporaneo calo dell’import (-1,9%, dopo il -9,3% del 2023), ha spinto l’avanzo commerciale oltre la soglia dei 100 miliardi, una cifra mai toccata prima. 


Dopo la frenata del fatturato stimata per il 2024 (-3,5%), le prospettive per il 2025 sono condizionate dall’esito delle tensioni commerciali in corso che rischiano di annullare gli effetti positivi del rientro dell’inflazione e dei tassi di interesse europei. 
 Già nel 2024 – spiega il rapporto -, tra i primi mercati per crescita in valore dell’export dei distretti vi erano Turchia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Vietnam, Messico, Brasile, India. Se poi verrà adottata un’azione di rilancio degli investimenti europei in infrastrutture, innovazione e autonomia strategica, allora potranno aprirsi nuovi spazi di crescita anche in Europa che resta la principale destinazione commerciale delle esportazioni distrettuali italiane.

APPROFONDIMENTO: IL RAPPORTO

Si è messa in evidenza la filiera agro-alimentare che sta conoscendo una crescita ininterrotta all’estero e che nel 2024 ha registrato un aumento dell’export a prezzi correnti pari al 7,1%. 
Anche le altre filiere distrettuali hanno mostrato una buona competitività sui mercati internazionali. Negli ultimi anni, infatti, l’export si è portato su livelli storicamente elevati nei distretti della meccanica, della filiera dei metalli, dei beni di consumo della moda e dei prodotti e materiali da costruzione. 


E’ negli Stati Uniti che l’export italiano e dei distretti industriali è cresciuto maggiormente negli ultimi anni. Nel 2024 l’export dei distretti in questo mercato ha toccato un nuovo record, sfiorando i 18 miliardi di euro, l’11% del totale. Ai primi tre posti per valori esportati si posizionano meccanica (5,7 miliardi e un’incidenza degli Usa per il settore pari all’11,7%), beni di consumo della moda (4,8 miliardi; 11,3%) e alimentari e bevande (3,7 miliardi; 12,9%). La rilevanza degli Stati Uniti è alta anche per i distretti specializzati in prodotti e materiali da costruzione (16,5%) e mobili (15,2%).

Si diceva quindi delle imprese champion in base alle loro performance nel periodo 2021-23: sono quasi l’8% del totale, ben rappresentate in ogni ripartizione geografica, dimensione aziendale e settore. L’incidenza sale al 10% circa tra le aziende medie e grandi e tocca percentuali particolarmente elevate in Umbria (13,3%), Piemonte (12,3%) e Abruzzo (11,4%). Sono imprese particolarmente attive in termini di innovazione e internazionalizzazione e mostrano una maggiore presenza di giovani e donne nei board. I dati confermano che le imprese distrettuali che hanno saputo portare avanti con successo il passaggio generazionale si sono rafforzate, con benefici in termini di competitività.

Per quanto riguarda i distretti migliori per performance di crescita, redditività e patrimonializzazione in un punteggio che va da 0 a 100 la maglieria e l’abbigliamento di Perugia conquista 80,8 punti, posizionandosi al terzo posto in Italia. E’ noto a tutti come in questo settore la parte del leone sia di Brunello Cucinlli. Al primo posto ci sono i dolci di Alba e Cuneo con 90.4, quindi la camperistica della Val d’Elsa. Al quarto posto le macchine utensili di Piacenza con 77,2, seguono olio e pasta del barese con 75,8 punti.

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