La Brunello Cucinelli passa dal 23esimo all'undicesimo posto (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

C’è Coop Centro Italia con 94,9 milioni di euro di valore aggiunto al vertice della top 100 2008-2010 delle società di capitali umbre. La classifica è stata resa nota mercoledì a Perugia nell’ambito della presentazione dell’Osservatorio sulle spa della regione redatto da Unioncamere Umbria. La Coop prende il posto della Colacem (88,5 milioni) che aveva guidato la classifica nel corso del 2008 (134 milioni) e del 2009 (121 milioni). Anche Coop accusa una decrescita passando dai 100 milioni del 2009 ai 94,9 del 2010, tali però da bastare per conquistare la vetta. Il valore aggiunto è un indicatore fondamentale perché misura quanto valore creano i due fattori più importanti della produzione, ovvero capitale e lavoro. Da notare poi il balzo realizzato nel corso del triennio dalla Brunello Cucinelli, che passa dal 23esimo all’undicesimo posto a quota 37 milioni di euro (nel 2008 erano 23).

La classifica La classifica muta se si prende in considerazione l’altro parametro utilizzato da Unioncamere, ovvero quello del fatturato. Al vertice c’è l’acciaio della ThyssenKrupp di Terni (da poco passato ai finlandesi di Outokumpu) che nel 2010 ha fatto registrare 2,3 miliardi. Dietro c’è Conad Pac 2000 con 1,5 miliardi seguita da Coop (522 milioni), Comite srl (466 milioni) e Colacem (360 milioni dai 476 del 2008). Nel complesso secondo il professor Paolo Fratini, docente di Economia all’Università di Perugia che ha redatto lo studio sulle spa umbre, dall’analisi dei 37 mila bilanci «emergono, pur in una situazione complessiva di crisi, degli elementi positivi che devono essere colti per dare alle imprese fiducia per la fase di uscita dalla crisi».

Sottodimensionate Perlopiù le società di capitali della regione sono piccole sia in termini occupazionali (quelle con al massimo cinque addetti sono il 70%) che per quanto riguarda il fatturato (oltre il 50% non supera i 250 mila euro). «Nel trienno 2008-2010 – osserva Fratini – le piccole e le piccolissime sono aumentate sia considerando gli occupati che il fatturato». Segnali migliori, stante invece l’endemica sottocapitalizzazione, arrivano dagli utili aggregati che passano da un valore complessivamente negativo per il 2009 al più 122 milioni del 2010. «Analoghe considerazioni – dice Fratini – possono essere fatte circa il valore aggiunto, dove si assiste anche in questo caso ad un aumento seppure più modesto tra il 2009 ed il 2010». Patrimonio netto e valore della produzione si stabilizzano invece sui livelli del 2009. Per quanto riguarda l’indebitamento invece, nel corso del triennio le imprese sono riuscite a capitalizzarsi «ma questo – spiega Fratini – è avvenuto grazie al “travaso” di capitali propri degli imprenditori nelle aziende data la stretta creditizia operata dalle banche».

VALORE AGGIUNTO, LA TOP 10
Coop Centro Italia 94,9 milioni
Colacem spa 88,5 milioni
Pac 2000 87,5 milioni
Umbria Tpl 74,8 milioni
Luisa Spagnoli spa 63,7 milioni
Comite Srl 60,4 milioni
Società delle Fucine srl 59,7 milioni
Gesenu Spa 51,4 milioni
L’Abbondanza Srl 40,6 milioni
Grandi Magazzini Fioroni spa 38 milioni

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