Pochi i turisti in Umbria per il Natale 2012

di Fra. Mar.

Il trend del turismo in Umbria, per queste festività non ancora terminate non è affatto buono. Il lieve miglioramento di Capodanno non riesce a riequilibrare un Natale decisamente negativo. In provincia di Perugia, secondo quanto rilevato da Confcommercio, nel 2012 c’è stata una flessione di presenze del 20-25 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.  Segno meno anche per la redditività che segna un meno 15 % per lo stesso periodo di riferimento.  Non va affatto meglio in provincia di Terni in cui il dato è pressoché lo stesso. Lo stesso andamento era stato rivelato qualche giorni fa da Umbria24 per ciò che riguarda il comprensorio Ternano.

Profondamente insoddisfatti Il dato relativo al trend del turismo «non è soddisfacente». Lo dice Rolando Fioriti, responsabile dell’internazionalizzazione di Confcommercio Perugia.  «Siamo profondamente insoddisfatti», ha detto ancora, specificando che «le cose sono andate decisamente peggio sia dal punto di vista dell’occupazione delle camere sia redditività dell’impresa». Ed è proprio questo secondo fattore, la redditività, a rivelare un dato che secondo Confcommercio è fondamentale per la comprensione del fenomeno. «I dati temporali, relativi ad arrivi e presenze non sono più sufficienti se poi ad esempio non rivelano che le imprese, per arrivare a quei numeri, hanno venduto a prezzi stracciati». Ed è grazie all’indagine a campione di Confcommercio,  uno strumento di benchmark reso possibile da UnionCamere, che è stato possibile isolare questo dato.

Testo unico E’ stato intanto pubblicato sul Bur il Testo unico sul turismo, preadottato dalla giunta regionale lo scorso 26 novembre. Si tratta di un testo che ricalca sostanzialmente la legge del 2006 unificandola con gli interventi successivi ma “ripulendo” e semplificando alcune procedure. Tra le novità lo spostamento di alcune competenze anche rilevanti, come la vigilanza e controllo sulle strutture ricettive, dai comuni alle nasciture Unioni dei comuni. Ora seguirà l’iter consiliare, ma le associazioni di categoria già chiedono di rimettere mano alla legislazione per renderla più aderente al mercato che dal 2006 a oggi è profondamente cambiato.

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