Turisti al Trasimeno (foto Troccoli)

di Daniele Bovi

Appena 47 su 92, cioè circa la metà. Secondo i dati 2014 pubblicati dalla Regione e relativi all’attuazione del testo unico sul turismo, solo un Comune umbro su due risposto alla richiesta della Regione che vuole conoscere l’attività di vigilanza fatta dai municipi su strutture ricettive, agenzie di viaggio e professioni turistiche. E dei 45 comuni che hanno risposto, 12 hanno dichiarato di non aver effettuato i controlli mentre gli altri 33 hanno specificato quelli fatti e l’esito. Secondo i numeri trasmessi a palazzo Donini nel 2014 in tutto sono stati fatti 267 controlli, la quasi totalità (252) sulle strutture ricettive e i restanti 12 sulle agenzie di viaggio. In totale sono stati elevati venti provvedimenti (ovvero il 7,5 per cento del totale dei controlli) e sono state scoperte sei attività abusive.

I numeri I 12 che hanno dichiarato di non aver effettuato controlli sono per lo più piccoli municipi come Acquasparta, Allerona, Amelia, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Lisciano Niccone, Pietralunga, San Venanzo, Scheggia e Trevi, mentre i più grandi sono Corciano e Umbertide. Nella lista di quelli che non hanno risposto figurano Comuni a forte vocazione vocazione turistica, come ad esempio Assisi, Cascia, Città della Pieve, Gubbio, Foligno, Norcia, Passignano sul Trasimeno e Todi. Per quanto riguarda multe e altri tipi di provvedimenti, 6 su 20 sono stati fatti a Città di Castello, 3 a Gualdo Tadino, 4 a Perugia, 5 a Spoleto e uno a Tuoro e quasi la metà (9) sono a carico di agriturismi. Quanto alle 6 strutture abusive, 2 sono state scovate a Terni e le restanti a Bettona, Citerna, Piegaro e Spoleto.

IL DOCUMENTO PUBBLICATO DALLA REGIONE

Pochi controlli Spostando invece l’attenzione su quei territori che i controlli li hanno fatti, oltre la metà (141 su 267) riguardano agriturismi (83) e bed&breakfast (58) mentre 25 sono stati fatti su alberghi. Il maggior numero di verifiche è stato fatto a Marsciano (53), seguito da Terni (46), Città di Castello (37) e Montefalco (16). Commentando i numeri della Regione Confcommercio Umbria sostiene che essi «confermano la necessità di riformare drasticamente il sistema dei controlli. Abbiamo avuto la conferma che ai Comuni non interessa farli; quando li fanno si limitano alle attività turistiche che trovano facilmente lungo le strade, che come dimostrano i dati stessi, sono quasi sempre in regola. Il problema dell’abusivismo nel turismo, in questo modo, non è nemmeno preso in considerazione. Per fare un esempio, sono state individuate due attività abusive nel settore delle agenzie di viaggio in tutta l’Umbria. Confcommercio, solo nell’arco del 2014, ne aveva segnalate dieci».

TURISMO, TUTTI I NUMERI DEL PRIMO SEMESTRE 2015

Pro-loco L’associazione chiede quindi norme più stringenti e cita altri numeri: «Non esistono – dicono – cifre ufficiali che censiscano i flussi in strutture ricettive abusive e semiabusive, ma Federalberghi, ad esempio, stima che il fenomeno in Italia valga almeno 100 milioni di pernottamenti all’anno e bruci la possibilità di creare 70 mila nuovi posti di lavoro per i giovani». Insomma, tutti «devono essere tenuti ad offrire le medesime garanzie, ai turisti, ai lavoratori, alla collettività». Il documento pubblicato nei giorni scorsi dalla Regione poi si occupa anche dei contributi erogati alle tante pro-loco del territorio umbro. In tutto sono stati dati 38.320 euro a 69 diverse realtà che ne avevano fatto richiesta e che sono risultate con le carte in regola. In media si tratta di poche centinaia di euro e solo in sette casi si superano i mille euro.

Twitter @DanieleBovi

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