di Chiara Fabrizi
«Si sta prospettando un mese di agosto come quello del 2020, che è stato fantastico». Così martedì mattina a Umbria24 il presidente regionale di Federalberghi, Simone Fittuccia, che ha tratteggiato un movimento turistico con modalità in parte inedite per la regione. Sì, perché per buona parte dei visitatori non programma, preferendo prenotare i pernottamenti in Umbria con pochissimo anticipo se non direttamente la mattina per la sera.
Umbria scopre il last minute «Negli alberghi abbiamo una base di prenotazioni che garantisce un tasso di occupazione delle camere tra il 50 e il 60 per cento, ma stiamo scoprendo il last minute, coi turisti che ci contattano il giorno prima per fermare le camere, consentendoci così di raggiungere picchi dell’85 per cento anche negli hotel e anche nei giorni infrasettimanali, che per noi è un livello alto, perché – ricorda Fittuccia – storicamente siamo una terra scelta per i weekend». Se negli hotel si scopre con 24 ore di anticipo il peso specifico del giorno seguente, diverso è il trend per agriturismi e country house, dove si è raggiunto il 100 per cento già a luglio.
Natura meglio dei borghi «L’extralberghiero va molto bene, coi due laghi, Trasimeno e Piediluco, che restano molto ricercati al pari della Valnerina» dice Fittuccia, aggiungendo che nella stagione 2021, la seconda con la pandemia, nella domanda turistica si sta osservando anche un’altra novità: «Il turismo resta prevalentemente composto da famiglie, ma sempre un maggiore numero di coppie giovani, ossia tra 25 e 40 anni, che notoriamente sceglievano altre mete, sta optando per l’Umbria».
Più giovani e stranieri Questi visitatori, che hanno al massimo poco più di 40 anni, sono anche quelli più propensi a consumare e spendere sul territorio, non ai livelli di americani, cinesi e russi ovviamente, che neanche quest’anno sono arrivati in Umbria, ma indubbiamente rappresentano una fetta di turismo più ricco degli anziani e anche delle famiglie con figli. E loro si sommano a una quota comunque maggiore rispetto al 2020 di turisti europei «prevalentemente francesi, tedeschi, austriaci e polacchi» dice Fittuccia, rilevando che se lo scorso anno la loro presenza «non superava il 5 per cento, ora è salita fino al 20-25 per cento ed è per noi un bel segnale, pur chiaramente restando al di sotto dei livelli pre Covid».
«Pensavamo peggio col green pass» Il mese di agosto, poi, è anche quello del rodaggio del green pass che aveva provocato a fine luglio uno stop delle prenotazioni: «Avevamo paura dell’introduzione del certificato verde e pensavamo a impatti peggiori – dice il capo degli albergatori umbri – ma bisogna ammettere che questa nuova misura non ha fermato le vacanze degli italiani né della quota degli europei, che hanno accettato le regole e le rispettano con molto rigore».
