di Daniele Bovi

In Umbria due ponti da sold out o quasi. Sono queste le previsioni del settore turistico in vista del 25 aprile e del Primo maggio; festività che quest’anno, grazie al calendario, permetteranno a tanti italiani di staccare qualche giorno dal lavoro.

I ponti Partendo da questo lungo weekend che si concluderà con la Festa della liberazione, secondo il presidente di Federalberghi Umbria Simone Fittuccia «vanno forte» specialmente Assisi e Perugia, con la seconda aiutata anche dal Festival internazionale del giornalismo, in programma fino a domenica. «Ma pure in tutto il resto della regione – spiega a Umbria24 – anche grazie a migliori condizioni meteo l’affluenza è maggiore rispetto al weekend pasquale». E così dal 75-80 per cento di occupazione media di Pasqua si è passati all’85-90 per cento: «Un dato – prosegue Fittuccia – toccato negli ultimi due o tre giorni».

I territori A «rispondere bene» sono pure Todi, Orvieto, Gubbio, Spoleto, Foligno, borghi come Montefalco e Bevagna, la Valnerina e il Trasimeno. La permanenza media è di circa tre notti mentre per il Primo maggio, che cadrà di lunedì, sarà di due. «Questo turismo – continua Fittuccia – sarà prettamente italiano, ma notiamo una crescita importante di quello straniero, specialmente di quello proveniente dagli Stati Uniti. Complessivamente per i due ponti da un 25-30 per cento di stranieri arrivati per Pasqua passeremo a un 40-45 per cento».

CAMMINI, IN UMBRIA LUNGO WEEKEND NELLE TERRE ARNOLFE

L’estate Primi segnali positivi poi ci sono anche per l’estate, segnata dal cinquantennale di Umbria jazz ma non solo. «Dagli stranieri – sottolinea il presidente di Federalberghi – notiamo una forte richiesta soprattutto per l’extralberghiero, ma in generale ci sono segnali importanti per il turismo all’aria aperta». Per quanto riguarda gli italiani invece, dopo l’ovvio boom post pandemia «c’è un rallentamento, segnato dal rincaro dei prezzi che riguarda molti settori ma non solo». Primi numeri positivi comunque arrivano «dalle zone che sono leader del turismo all’aria aperta, come i laghi Trasimeno e Piediluco e la Valnerina». Quanto alle città d’arte invece «c’è un miglioramento rispetto al luglio dello scorso anno – conclude Fittuccia – anche se si toccheranno i numeri del dopo pandemia. Comunque sia l’Umbria diventa sempre più una meta anche per gli italiani, e questo è un dato ormai accertato».

Il 2022 E a proposito di numeri, nei giorni scorsi la Regione ha pubblicato quelli che riguardano l’intero 2022. Un anno in cui gli arrivi (cioè i clienti ospitati) sono stati 2,1 milioni e le presenze (il numero di notti trascorse in una struttura) 6,3 milioni. Rispetto al 2021 si tratta di un aumento del 35 per cento per entrambe le voci, mentre per gli arrivi si registra una flessione del 6,2 per cento rispetto al 2019, anno in cui è stato toccato il record di arrivi dal 2008. In tutto il 2022 questi ultimi sono rimasti invariati rispetto al pre Covid per quanto riguarda gli italiani, con presenze in aumento però del 6,7 per cento. Se si guarda invece agli stranieri, c’è da recuperare terreno: rispetto al 2019 gli arrivi sono in calo del 21 per cento mentre le presenze del 4,5 per cento. La presenza media è stata di 2,68 notti, in flessione dello 0,6 per cento rispetto al 2021. Quanto ai territori, Assisano, Perugino e Trasimeno valgono da soli la metà degli arrivi.

Agabiti «La forte presenza di turisti in Umbria – commenta l’assessore Paola Agabiti – rappresenta motivo di grande soddisfazione: dopo i grandi numeri registrati nella stagione autunnale e invernale, abbiamo puntato a una promozione turistica della stagione primaverile forti del fatto che l’Umbria è una regione da scoprire in tutte le stagioni. Proprio per questo l’Assessorato al Turismo della Regione Umbria, ha deciso di investire su una promozione turistica spalmata in tutti i mesi dell’anno e che esalta le città, i borghi, la cultura, l’arte, l’enogastronomia». «Il 2023 – prosegue – rappresenta un anno importante per L’Umbria: non l’anno della ripresa, ma del rilancio di un territorio da scoprire lentamente con un ventaglio ampio di offerte che possono catturare un pubblico sempre più vasto e di tutte le età. Gli arrivi di questi giorni ci motivano ancor di più a lavorare per far diventare l’Umbria una regione che rimane nel cuore e dove, una volta conosciuta, si vuole ritornare».

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