di Ivano Porfiri
Una riunione «lunga e difficile» da cui i sindacati escono con qualche rassicurazione ma nessuna risposta concreta da dare ai lavoratori, che hanno atteso al freddo e al buio in presidio fuori dai cancelli. Si fa sempre più difficile la situazione alla Trafomec di Tavernelle, tanto che quello che era un appello si trasforma in un grido: «L’assessore Riommi, che si è fatto garante dell’accordo, deve convocare subito le parti».
Il presidio Ad attendere l’esito della riunione circa trenta operai. Presenti anche il sindaco di Panicale Giulio Cherubini e l’assessore Meloni che hanno voluto manifestare così la loro solidarietà ai lavoratori: tutti compatti e decisi, disposti a qualsiasi iniziativa.
Domande senza risposte Intanto dentro il confronto è andato avanti per circa tre ore e mezza, punto su punto. Due su tutti: i soldi che dovevano già essere arrivati da mesi ai lavoratori che, sacrificandosi in nome del mantenimento del sito di Tavernelle, hanno accettato di perdere il lavoro. Da luglio-agosto dovevano, secondo il patto, iniziare a ricevere le sei rate con buonuscita, tfr ed emolumenti vari. Ma niente: nemmeno un euro finora. E poi la pianta organica: l’accordo parla di 120 ma attualmente si è fermi a poco più di 100 con una ventina di lavoratori a «bagnomaria» che aspettano da mesi la chiamata.
Riunione interlocutoria Chi vi ha partecipato, uscendo parla di «riunione interlocutoria». Cristiano Alunni, segretario della Fiom Cgil di Perugia, riferisce che «l’azienda ha manifestato l’intenzione di voler rispettare l’accordo, anche con un impegno concreto sulle commesse e la gestione dei volumi, e questo di per sé è un elemento positivo». Detto questo, però, elementi veri di novità non sono giunti.
Lavoratori usciti Per chi aspetta i soldi che gli sono dovuti «l’azienda ha preso tempo – spiega Alunni – per chiarire la sua posizione economica rispetto a Trafo Italia (la cui richiesta di concordato preventivo qualche giorno fa è stata respinta dal tribunale di Milano, ndr). Noi abbiamo dato tempo per avere una risposta entro martedì perché i lavoratori non possono attendere oltre».
Pianta organica Per ciò che riguarda la riassunzione fino ai 120 lavoratori previsti, se possibile, la situazione è ancora più difficile. L’azienda sostiene di avere in corso cause con alcuni addetti che, in caso il giudice ordinasse il reintegro, farebbero salire il numero dei dipendenti. Quindi, per cautelarsi, intanto non riassume chi aspetta.
Lunedì assemblea Alunni spiega che lunedì a mezzogiorno, nella sala del Csa di Tavernelle si svolgerà un’assemblea con i lavoratori interessati. «Lì – dice – decideremo insieme come muoverci, non escludendo nessun tipo di iniziativa, neppure quella legale. Perché, se sui reintegri possiamo metterci intorno a un tavolo, sui soldi a chi ha accettato di andarsene non si può trattare: devono arrivare e basta».
Riommi deve intervenire E qui torna forte l’appello alla Regione. «L’assessore Riommi si è fatto garante di questo accordo ad aprile – rimarca Alunni – ora non può fare finta di niente. La Regione deve convocare immediatamente il tavolo con tutte le parti. La vicenda deve essere istituzionalizzata perché si sta rompendo un vincolo di lealtà con chi ha accettato un sacrificio dolorosissimo. Pretendiamo una risposta dalla politica, altrimenti troveremo il modo di farci sentire».
