Il centro di finitura della Tk-Ast

di C.F.
Twitter @chilodice

Giovedì mattina alle 10 i segretari sindacali del comparto metalmeccanico torneranno a varcare i cancelli di viale Brin. Ad attenderli, tra gli altri, ci sarà l’amministratore delegato di Tk-Ast, Lucia Morselli, mentre al centro del tavolo la prima verifica dell’accordo siglato il 3 dicembre.

Sindacati a confronto con ad Morselli Da discutere ci sono i volumi produttivi, il trend di bilancio dell’esercizio in corso, ma anche il piano di riorganizzazione, al centro della girandola d’incontri conclusasi mercoledì con il centro di finitura e il settore programmazione, e le difficoltà che stanno investendo l’indotto.

LA VERTENZA AST

Programmazione Le Rsu si sono prese qualche ora prima di intervenire unitariamente e ufficialmente sul riassetto del sito siderurgico che dal 29 gennaio la dirigenza aziendale va illustrando. Mercoledì, in particolare, è emerso che «la programmazione dell’area a caldo si articolerà con su 15 turni a settimana, 14 quelli per quella a freddo mentre l’area titanio si attesterà con due unità consegnando una riduzione complessiva da 17 a 14 unità».

LA STORIA DI AST IN UN MINUTO

Centro di finitura Per quanto riguarda il centro di finitura, invece, la riorganizzazione prevede «slitter 11-12 con un organico di 5 unità quando marciano insieme, slitter 5-9 con un organico di 3 unità, nel settore trasversale 5 l’organico passa da 3 a 2 unità, mentre i servizi di reparto saranno organizzati in funzione dei numeri di impianti di marcia».

Qualità Chiude il cerchio «la qualità che avrà 4 unità distribuite su 14 turni settimanali col personale di manutenzione che sarà trasferito in esercizio e la manutenzione affidata a terzi». Si conterà su una «figura professionale che farà da interfaccia la ditta esterna, mentre il magazzino è già operativo con un’unità su 5 turni settimanali». Fin qui le Rsu hanno recepito silenziosamente la manovra tracciata dall’azienda e ora si preparano a compiere le prime mosse, gettando le basi per trattative mirate, reparto per reparto. La riorganizzazione, insomma, resta tutta da discutere.

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