Tk-Ast (Foto U24)

di Marco Torricelli

La presidente Marini lo aveva già detto: «Se il governo ti invita ad un incontro, non puoi dire di no». E, quindi, le istituzioni locali parteciperanno regolarmente – giovedì prossimo – alla riunione convocata a palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, Graziano Delrio e nella quale i tedeschi di ThyssenKrupp diranno cosa vogliono fare delle acciaierie di Terni. Ma solo loro.

La riunione Questa è la prima, di fatto l’unica, certezza con la quale si è usciti dalla riunione che si è svolta martedì pomeriggio in Regione, alla quale hanno partecipato la stessa presidente, Catiuscia Marini; il presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli; il sindaco ternano, Leopoldo Di Girolamo e i rappresentanti dei sindacati. Questi ultimi hanno dovuto incassare il definitivo ‘no’: a palazzo Chigi, loro, non saranno invitati.

I sindacati Le organizzazioni sindacali, da parte loro si sono riservate di assumere – nella giornata di mercoledì, quando alle 8,30 si riuniranno le Rsu di Ast – le decisioni «in merito alla loro partecipazione agli altri incontri», previsti, sempre a Roma e nello stesso giorno, nella sede di Confindustria, alle 10,30 al mattino ed al ministero dello sviluppo economico alle 15,30 del pomeriggio.

Palazzo Chigi negato Perché, al di là delle frasi di circostanza – «L’Ast è e resta un punto centrale del sistema economico regionale. Così come è centrale la questione dell’occupazione e del lavoro per Terni e per l’umbria», hanno detto tutti, nel pomeriggio di martedì – la sostanza rimane la stessa: i sindacati, a palazzo Chigi, per la riunione programma per le 8 del mattino di giovedì 17, non li faranno entrare.

«Gestione unitaria» La cosa curiosa, però, e che le istituzioni avrebbero ribadito «la volontà di una gestione unitaria con i lavoratori e le organizzazioni sindacali della vicenda Ast, oltre alla centralità delle questioni della siderurgia e dell’acciaio – per l’Umbria e per l’Italia, anche in considerazione della presidenza italiana del semestre europeo – sia con riferimento al piano europeo della siderurgia, sia rispetto alle determinazioni già assunte dall’antitrust europeo circa la struttura e la funzione del sito integrato di Terni». Magari via sms, a questo punto.

Lo scenario Quella di mercoledì, insomma, sarà una giornata nella quale si potrà capire meglio quale sarà l’atteggiamento dei sindacati ternani: a caldo si ipotizza un rifiuto certo dell’invito in Confindustria e un’incertezza palese rispetto a quello al Mise. Ma il dibattito, all’interno della Rsu di Ast, sarà decisivo al riguardo.

I timori Un aspetto non trascurabile, peraltro, sarebbe rappresentato dal fatto che, stando alle indiscrezioni, l’amministratore delegato di ThyssenKrupp, Heinrich Hiesinger, potrebbe non partecipare al vertice di palazzo Chigi, delegando il compito ad un altro dirigente, di più basso livello e con nessun potere di mediazione, di illustrare quello che la multinazionale ha preannunciato, genericamente, come «il business plan».

La tensione La mancanza di informazioni, anche ufficiose, sta intanto facendo crescere la tensione dentro e fuori la fabbrica: «Giovedì sarà una giornata che segnerà, nel bene come nel male – dice il segretario della Cgil ternana, Attilio Romanelli – il futuro prossimo e futuro di un’azienda e di una città che, a mio parere, non ha ancora preso pienamente coscienza dello snodo decisivo al quale quale ci stiamo avvicinando».

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