Tk-Ast

Dopo il subappalto Ise di Ilserv, l’indotto si prepara a perdere anche Sies che in Thyssen Krupp-Ast si occupa di manutenzioni elettriche, meccaniche e di carpenteria. L’azienda del gruppo Imec martedì ha annunciato il licenziamento di 4 operai, 3 dei quali lavorano in viale Brin e l’altro alla Sgl Carbon. Ma anche per gli altri 8 lavoratori, complessivamente l’organico conta 12 addetti, l’aria non è delle migliori considerando che Sies ha preannunciato la chiusura entro il mese di febbraio e quindi il licenziamento di tutto il personale.

LA VERTENZA AST

Indotto Tk-Ast perde altri pezzi A far perdere un altro pezzo all’indotto di Tk-Ast, secondo quanto spiegato dai sindacalisti Cgil-Fiom e Cisl-Fim, è ancora una volta la riduzione del 20% sul fatturato che la direzione del sito siderurgico ha richiesto a tutte le ditte esterne. Sul punto, però, la direzione di Sies non si è voluta sbilanciare, evitando di collegare licenziamenti e imminente chiusura al taglio operato da Tk-Ast. Ma di dubbi in questo senso non ce ne sono molti.

LA STORIA DI AST IN UN MINUTO

Sies annuncia la chiusura, 12 senza lavoro Tra i rappresentanti sindacali forte perplessità viene espressa in reazione al mancato ricorso agli ammortizzatori sociali, di cui risulta che Sies ancora disponesse ampiamente. In questo senso, la direzione dell’azienda controllata dal gruppo Imec non ha fornito alcuna spiegazione, limitandosi a comunicare licenziamenti e chiusura. Degli 8 rimasti in organico, 5 lavorano in Tk-Ast e 3 in un cantiere a Spoleto. «Domani dalle ore 12 – scrivono Cgil-Fiom e Cisl-Fim – si svolgerà un’assemblea per tutti i lavoratori del consorzio Consimec all’interno del sito, ma ribadiamo l’urgenza di un percorso e una discussione che porti alla sottoscrizione di un protocollo tra sindacati associazioni datoriali e istituzioni che regoli il mondo degli appalti dando seguito e concretezza a quanto sottoscritto presso il Mise il 3 dicembre 2014».

Riorganizzazione Lac Mentre non accenna ad arrestarsi l’emorragia dell’indotto, martedì mattina si è tenuto un nuovo incontro fra la dirigenza Tk-Ast e i rappresentati sindacali. Al centro del tavolo la riorganizzazione del settore della produzione laminazione a caldo (Lac). In una nota l’azienda rende noto: «L’area si attesterà su 15 turni settimanali con un organico di 132 unità, la forza produttiva attuale registra 12 unità in più, in virtù di investimenti e modifiche impiantistiche che hanno permesso la riduzione di una unità a turno nell’area ‘aspi’ e al pulpito del finitore e forno. Inoltre, si sta lavorando all’unificazione dei pulpiti della Giustina, ma di questa si discuterà in un successivo incontro non appena tale innovazione sarà completata. Si è precisato che il personale comandato al lavoro per la salvaguardia impianti si attesterà su 21 turni settimanali ed è stata ribadita la totale trasversalità degli operatori all’interno del reparto, previa idonea formazione. Per quanto riguarda la manutenzione, l’organico sarà pari alla forza occupata».

Due giorni di ritardo su stipendi I sindacati unitariamente hanno deciso di attendere il 4 febbraio, ultimo giorno di incontri per la riorganizzazione, per poi tirare le fila. Intanto si apprende che l’incontro richiesto nei giorni scorsi da tutte le organizzazioni sindacali alla direzione di Tk-Ast dovrebbe tenersi il 5 febbraio. Mentre in queste ore tiene banco il mancato pagamento dello stipendio che avrebbe dovuto essere versato martedì 27 gennaio e invece slitterà al 29 gennaio, a causa dei ritardi accumulati dallo scorso mese, quando il salario è arrivato il 9 gennaio. Sul punto i sindacati nel corso dell’incontro su Lac hanno messo in chiaro che a febbraio non saranno tollerati ritardi.

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