Per i lavoratori della Tk-Ast mesi di grande incertezza (foto Toni-U24)
Per i lavoratori della Tk-Ast mesi di grande incertezza (foto Toni-U24)

di Fabio Toni

Premio di produzione ottenuto e sciopero revocato. Nell’incontro di giovedì mattina fra la dirigenza e le rsu di Acciai Speciali Terni si è parlato di relazioni e industriali e premi incentivanti. Per l’azienda erano presenti l’amministratore delegato della multinazionale Marco Pucci e i responsabili del personale Biagio Della Volpe e Arturo Ferrucci. Il confronto ha portato alla revoca dello sciopero di due ore proclamato dai rappresentanti dei lavoratori per le giornate di venerdì e sabato. I passi avanti si sarebbero registrati su entrambi i temi oggetto di discussione. Venendo incontro alle richieste dei sindacati infatti, la Thyssen Krupp ha messo sul piatto la disponibilità a riconoscere un premio di produzione di 200 euro per tutti i lavoratori dello stabilimento di Terni, in riferimento al trimestre luglio-settembre, oltre ai 131 euro di premio di risultato consolidato.

Trasparenza e informazione Sul fronte delle relazioni industriali, l’azienda si sarebbe impegnata a uno sviluppo maggiore anche sui temi della trasparenza e dell’informazione. Da qui la proposta di fissare a breve alcuni incontri per discutere dei temi legati alla gestione quotidiana dello stabilimento, come cassa integrazione, smaltimento delle ferie e riconoscimenti professionali. «L’incontro è stato soddisfacente – dice a Umbria24 Simone Lucchetti della Uila Uil -. L’amministratore delegato e i responsabili del personale hanno compreso le motivazioni dell’agitazione e riconosciuto il senso di responsabilità dimostrato dai lavoratori, soprattutto in questa fase critica per i destini delle acciaierie. Sul fronte delle relazioni industriali – continua Lucchetti – è importante sciogliere alcuni nodi interni all’azienda, preparando così il terreno ai confronti più generali che coinvolgono le segreterie nazionali dei sindacati. Se la dirigenza darà seguito ai propositi espressi, avremo meno tensioni e al tempo stesso condizioni migliori per affrontare le questioni fondamentali che ci attendono».

Le Fucine Intanto venerdì mattina alle 9.30 i rappresentanti delle rsu di Ast incontreranno il direttore di produzione Alessandro Segala per parlare dei volumi produttivi previsti nei prossimi mesi. Un tema cruciale, questo, rispetto alla fase di transizione che attende l’acciaieria ternana, in attesa del futuro acquirente. L’argomento sarà oggetto anche di un confronto, previsto per mercoledì 28 novembre, fra l’amministratore delegato di Ast e le segreterie dei sindacati di categoria. Giovedì tra i temi di discussione c’è stato anche quello del futuro della Società delle Fucine, del quale la direzione aziendale, le rsu e le segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl hanno discusso con un incontro nella sede dell’azienda. In ragione dello stato di crisi del mercato mondiale, con una sovrapproduzione conclamata, l’amministratore delegato ha illustrato le azioni da intraprendere sul fronte commerciale. Lo scenario del prossimo futuro, secondo la direzione aziendale, non si discosta comunque dalla situazione di stallo attuale, con l’esigenza di ridurre i costi per rendere il prodotto più competitivo sui mercati. Tra le proposte messe in campo, l’azienda prevede l’accorpamento di alcuni reparti di Acciai Speciali Terni interessati alle attività di Società delle Fucine (colaggio sottovuoto e officina meccanica) e la flessibilità interna dei reparti meccanica e fucinatura, con l’applicazione anche per il 2013 del contratto di solidarietà.

No a flessibilità eccessiva Le organizzazioni sindacali, oltre a sottolineare l’esigenza di un confronto che coinvolga le rsu di Ast, hanno evidenziato come vada «rigettata ogni ipotesi di flessibilità eccessiva e improvvisata, che non rispetti gli accordi sull’organizzazione del lavoro sin qui concordati». Sulla prosecuzione del contratto di solidarietà, i sindacati denunciano «le criticità verificatesi nella gestione del personale» e affermano «la non disponibilità, per il futuro, a ulteriori riduzioni di salario, fermo restando il periodo di totale incertezza che si prospetta nella cessione dell’intero gruppo Ast».

Incontro a Roma a breve Sullo sfondo di tutto ciò rimane ovviamente il tema del futuro acquirente della Tk-Ast. La multinazionale dell’acciaio Outokumpu, il governo, le istituzioni umbre e i sindacati torneranno a sedersi «a breve» al ministero dello Sviluppo economico per fare il punto sulla delicata vendita della Tk-Ast dopo il via libera dell’Antitrust europeo alla fusione tra ThyssenKrupp-Inoxum e l’azienda finlandese. A dirlo sono il sindaco e il presidente della Provincia di Terni, Leopoldo Di Girolamo e Feliciano Polli, che lo scrivono in una lettera di risposta ai sindacati che nei giorni scorsi erano tornati in pressing sulle istituzioni per ottenere un altro incontro a Roma al massimo entro la fine di novembre. «Siamo sicuri, anche sulla base di contatti informali – scrivono sindaco e presidente -, che a breve arriverà la convocazione del Governo».

LA LETTERA DEI PARLAMENTARI

Pressing dei parlamentari Polli e Di Girolamo ricordano ai sindacati che il 14 novembre scorso hanno «trasmesso al ministro Passera, come Regione, Provincia e Comune, una richiesta di convocazione urgente dei vari soggetti in gioco e l’istituzione di un tavolo nazionale permanente che segua costantemente la vicenda della vendita di Ast nell’interesse del Paese, dei nostri territori e dei lavoratori». «Vi assicuriamo – concludono – che continuiamo a seguire la questione Ast con l’attenzione e la costanza che richiede». Il pressing sul governo Monti e sul ministro Passera è portato anche dai parlamentari umbri. In blocco gli onorevoli di centrodestra e di centrosinistra hanno scritto una lettera con cui si chiede all’esecutivo «di convocare al più presto l’azienda, le parti sociali e le istituzioni interessate per concertare e definire, soprattutto in questa fase transitoria, un protocollo d’intesa unitario e condiviso capace di assicurare la continuità della produzione e dei livelli occupazionali delle acciaierie di Terni».

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