Non tardano a registrarsi le reazioni all’audizione dell’ad Lucia Morselli che mercoledì pomeriggio si è accomodata in Senato per una seduta convocata dalla commissione industria. Qui il numero uno di Tk-Ast ha ostentato ottimismo parlando di «primi segnali incoraggianti», mettendo però in chiaro che se si registreranno nuove tensioni «non avremmo mai più ordini, dopo il forte sciopero la credibilità dell’azienda è legata a un filo».
Lucidi (M5s) Il primo a parlare dei tre senatori umbri presenti all’incontro è Stefano Lucidi del M5s, oltre a Gianluca Rossi e Valeria Cardinali, che a Umbria24 spiega: «Un incontro estremamente breve in cui l’ad Morselli non è entrata nel merito di molte questioni, tanto che sembra esserci l’intenzione di convocare un nuovo incontro. Noi come M5s abbiamo posto tre questioni, in prima battuta – spiega al telefono Lucidi – abbiamo chiesto perché ai lavoratori che hanno incassato gli 80 mila euro è stato fatta contestualmente firmare la rinuncia all’impugnazione del licenziamento, dettagli per niente di poco conto, ma ovviamente l’ad non ci ha fornito alcuna risposta. L’altra problematica è legata alla gestione delle uscite volontaria che a nostro avviso è mancata totalmente, tanto che ci risulta che per reintegrare alcune professionalità si sta procedendo con nuovi contratti a tempo determinato, anche qui però non abbiamo ricevuto alcun chiarimento. Infine, le abbiamo domandato come mai nell’accordo del 3 dicembre in relazione alla ricerca non ci fosse alcun riferimento al dipartimento di Terni della facoltà di Ingegneria, perché riteniamo – conclude Lucidi – che sia essenziale che Tk-Ast dialoghi con la nostra Università». M5s su questi fronti ha annunciato un’interrogazione parlamentare.
Rossi (Pd) Sulla vicenda è intervenuto anche il senatore Pd Gianluca Rossi: «L’audizione dell’ad Morselli ha il valore di aver messo il parlamento nelle condizioni di poter valutare lo stato dell’arte della ripresa produttiva del sito industriale di Terni, cercando però di mostrare dati certi. In quest’ottica non ha fugato nessuna delle preoccupazioni sul mantenimento dei livelli occupazionali al fine di una migliore organizzazione interna e la natura delle scelte strategiche della multinazionale sia ai fini della riorganizzazioni interna sia ai fini dell’annunciata e auspicata ripresa di leadership europea. Proprio perché c’è una necessità condivisa di mantenere un confronto non condizionante, il percorso del consolidamento della ripresa produttiva delle acciaierie e il raggiungimento degli obiettivi previsti dall’accordo sottoscritto al Mise il 3 dicembre scorso, vorrei esprimere una certa insoddisfazione derivante dalla scarsità di informazioni fornite oggi riguardo l’uscita volontaria dei lavoratori, la riorganizzazione interna, il destino delle società controllate e la strategia dell’indotto». Il senatore ha poi chiarito che ha «apprezzato le annunciate scelte in merito alle strategie commerciali che si intende perseguire, che appaiono in linea con l’accordo di dicembre. Sono inoltre emerse – ha proseguito Rossi – questioni decisive quali l’approvvigionamento energetico, l’ adeguamento dell’Italia alla direttiva comunitaria in merito alle emissioni di Co2, la concorrenza sleale da parte di alcuni paesi extraeuropei su cui ho ritenuto importante chiedere di continuare il confronto, audendo il governo nazionale. Sulle questioni, infine, inerenti i livelli occupazionali, la riorganizzazione interna e il contratto integrativo – conclude il senatore Pd – ho richiesto al presidente di commissione Mucchetti di poter audire le organizzazioni sindacali, così come, visti gli impegni al punto 6 dell’accordo del 3 dicembre scorso, appare utile completare il ciclo inserendo anche la Regione».
Cavicchioli (Pd) Giovedì pomeriggio sull’audizione in Senato è intervenuto anche il capogruppo consiliare Pd, Andrea Cavicchioli: «Le dichiarazioni dell’ Ad Tk-Ast indicano l’obiettivo senz’altro condivisibile di far assumere al sito ternano il ruolo di primo produttore di acciai speciali in Europa, ma confermano incertezze in ordine ai processi di riorganizzazione e al sistema dell’indotto. Ritengo – continua Cavicchioli – che non vi sia da parte di nessun soggetto interessato alcuna volontà di alimentare tensioni, scioperi o conflittualità, che ovviamente creano problemi notevoli ai lavoratori, ma è necessario che nei rapporti vi sia estrema chiarezza e condivisione dei percorsi nel rispetto degli accordi sottoscritti e che l’Azienda si adoperi per creare un clima costruttivo e di “serenità operativa”, fondamentale per ottenere i risultati auspicati. Nel contempo – ha concluso Cavicchioli – attendiamo dal Governo risposte concrete per vantaggi tangibili relativi all’approvvigionamento energetico e per le infrastrutture e dalla Regione l’adempimento di quanto indicato nel protocollo sottoscritto».
