Gli operai saliti sulla torre

di M. To.

Sono scesi. Prima di qualche metro. Poi i due operai della ‘Industria e servizi’ che all’alba di lunedì sono saliti in cima ad una ‘torre di emissione’ alta circa 70 metri, sono tornati a terra.

Il vertice La decisione, arrivata in serata, è arrivata dopo la convocazione – da parte del prefetto Bellesini per martedì alle 11 – di un vertice al quale sono stati invitate a partecipare le due ditte interessate, la ‘Iosa Carlo’ e la ‘Industria e servizi’, e i sindacati: «Lo abbiamo subito comunicato ai nostri due compagni di lavoro che sono lassù – hanno spiegato quelli che sono ai piedi della torre – ma prima ci hanno risposto che, se mai, sarebbero scesi domani. Ma alla fine li abbiamo convinti».

I badge bloccati Anche se nel pomeriggio di lunedì la situazione si era ulteriormente irrigidita: la Tk-Ast ha infatti provveduto a ‘bloccare’ i badge che consentono l’apertura dei tornelli di accesso allo stabilimento «e il nostro personale che doveva svolgere l’ultimo servizio, che doveva iniziare alle 19 – fanno sapere da ‘Industria e servizi’ – non è potuto entrare». Loro, comunque, sanno già cosa chiederanno martedì: «Se ci diranno che verremo assunti tutti e 26 e che non finiremo subito dopo in cassa integrazione – spiegano – allora la cosa si concluderà subito e con la soddisfazione di tutti».

LE FOTO E LA LETTERA

Parla Iosa Secondo la ‘Iosa Carlo’ su questa faccenda sono state diffuse «informazioni tendenti a rappresentare fatti difformi dalla realtà e che ledono gravemente l’immagine e la rispettabilità della società che, da sempre, si è impegnata con ingenti investimenti nel territorio ternano, garantendo occupazione. La ‘Iosa Carlo’ ha sempre agito nel pieno rispetto della normativa vigente, in particolare, nel pieno rispetto dell’artcolo 4 del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore pulizie, che disciplina e regola la gestione del passaggio del personale dipendente in caso di nuova aggiudicazione».

I sindacati Ogni operazione effettuata, specifica l’azienda «è sempre stata il frutto di una seria concertazione con le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo primario di garantire i livelli occupazionali del territorio e sta tentando vanamente dal 12 giugno, di aprire un confronto con i sindacati per le modalità di acquisizione del personale della società uscente, mediante l’invio di formali comunicazioni, tutte rimaste prive di riscontro».

Gli appalti La ‘Iosa Carlo’, insomma dice che «sia nel appalto Ilserv che ci occupa, sia nel precedente appalto Rigato, ha sempre agito nel pieno rispetto della normativa, tant’è che, nessuna contestazione è mai stata formalizzata da alcuno». E infatti, almeno per il momento, visto che le due ditte interessate e la Ilserv-Harsco hanno detto la loro, a restare in silenzio sono stati, oltre alla Tk-Ast, proprio i sindacati.

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