di M. To.
In un modo o nell’altro, quella che comincia sarà una settimana decisiva. Sabato scade, forse, il termine che si erano dati – ThyssenKrupp, governo, istituzioni locali e sindacati – per mettersi d’accordo sul futuro dell’Ast di Terni e martedì ci sarà un incontro, al ministero dello sviluppo economico, che potrebbe chiarire molte cose.
Il ministro Federica Guidi, il ministro, e Lucia Morselli, l’amministratore delegato, dovrebbero finalmente scoprire le carte vere che hanno in mano e, dopo i bluff delle ultime ‘mani’, la partita potrebbe entrare nel vivo. Gli altri potranno solo trattenere il respiro. Come stanno facendo, ormai da quasi un mese, i lavoratori delle acciaierie.
La ‘strigliata’ A conferma del clima che si registra in Ast, di questi tempi, c’è uno dei tanti episodi che, ormai, stanno alimentando una sorta di leggenda metropolitana: un impiegato del settore ‘fiscale’ aveva predisposto un documento che l’ad avrebbe dovuto firmare. Ma Lucia Morselli, dopo aver dato un’occhiata, ha contestato al dipendente il fatto che i margini – non il contenuto, ma l’impaginazione – non fossero in ordine e lo ha rimandato al suo tavolo per riformattare il documento.
Il richiamo Quando l’impiegato – al quale Morselli aveva rimproverato anche il modo di vestirsi, considerato poco elegante – è tornato, con il documento in ordine, si è visto però consegnare una lettera di richiamo e c’è chi parla, addirittura – ma avere conferme non è stato possibile – di una sospensione dal lavoro a tempo indeterminato. Che nel curricula aziendale è un peso decisamente gravoso.
Contratto integrativo Un segnale, nemmeno tanto difficile da interpretare, di quale sia il regime che si vuole instaurare in casa Ast, ad ulteriore riprova che quello al contratto integrativo aziendale non è un attacco ‘di maniera’, ma che nelle intenzioni dell’ad e dei suoi collaboratori – interni o consulenti esterni che siano – i 12 milioni di risparmio che si vogliono realizzare sono solo un dettaglio di una riscrittura complessiva dei rapporti interni. Per i lavoratori, operai o impiegati che siano, forse un po’ meno.
Incentivi Anche se per qualcuno di loro arriverà, quando azienda e governo si metteranno d’accordo – perché è bene ricordarlo: tra loro un’intesa la troveranno – una proposta in denaro che potrebbe, l’esempio Berco è illuminante, risultare interessante: un incentivo, in quella occasione si arrivò a 65 mila euro a testa di buonuscita, per accettare di finire ‘volontariamente’ nelle liste di mobilità.
Aggiustamenti Altro tema passibile di limature e aggiustamenti sarà proprio quello relativo ai così detti esuberi di personale e anche qui va ricordato il precedente che ha avuto Lucia Morselli come protagonista: in Berco si partì dal numero di 611, per chiudere poi l’accordo a 438. Nel piano presentato il 17 luglio per Ast, invece, gli esuberi previsti erano 550.
Renzi Il tutto mentre si continua ad ipotizzare – le prime indiscrezioni erano arrivate da ambienti riconducibili al sottosegretario Gianpiero Bocci – che il presidente del consiglio, Matteo Renzi, possa effettivamente mantenere la promessa di passare per Terni. Magari sabato prossimo, 4 ottobre.
Guidi Molto dipenderà dall’esito del nuovo confronto in programma martedì tra il suo ministro, Federica Guidi e Lucia Morselli. L’ipotesi di mantenere, di fatto, inalterato il piano industriale – chiusura di un forno, tagli al personale, riduzione dei costi – ma di ‘modulare’, magari scrivendo in un accordo (dopo che il ministro aveva sentenziato che il piano non andava bene) che il tutto sarà oggetto di verifiche successive, la sua applicazione su un periodo più o meno lungo di tempo – si era ipotizzato un anno – torna prepotentemente di attualità. Nel caso, Renzi passerà.
