La protesta sui binari

di Marco Torricelli

Un giorno, questo 9 ottobre del 2014, che potrebbe segnare un discrimine decisivo nella storia delle acciaierie ternane. Il fallimento della lunga trattativa sul piano industriale della ThyssenKrupp per Ast apre scenari inquietanti e, per certi aspetti, imprevedibili. Dopo otto ore di tira e molla, infatti, il sottosegretario Delrio, il ministro Guidi e l’altro sottosegretario Bellanova, non sono riusciti a portare a termine il loro lavoro. E adesso può davvero succedere di tutto. Ecco la cronaca della giornata.

Ore 21.30 Il presidente del consiglio, Mattero Renzi, in un’intervista a ‘Virus’, su Rai2, ha detto di essere «terrorizzato dalla situazione di Terni, dove, nonostante abbiamo fatto di tutto, la negoziazione non è stata accettata dai sindacati né dall’azienda. Noi lavoriamo nei prossimi tre mesi prima che accada irreparabile. Io – ha aggiunto – le fabbriche me le faccio una ad una, vado a parlare con i lavoratori». A Terni lo aspettano.

Ore 19.35: i lavoratori stanno lasciando la stazione ferroviaria per dirigersi verso le portinerie dell’azienda e proseguire con il blocco. Il via libera alla normale circolazione dei treni è stato dato alle 19.45 e il bilancio delle FS parla di un «blocco alla circolazione ferroviaria causato dall’occupazione dei binari alla stazione di Terni da parte dei lavoratori dell’Ast  che ha riguardato 19 treni. Nel dettaglio, un Freccia bianca Roma-Ravenna e 3 regionali sono stati deviati verso Chiusi-Terontola-Foligno con allungamento di un’ora del tempo di percorrenza; 2 intercity e 12 regionali sono stati limitati nel percorso cioè i viaggiatori sono stati trasbordati su bus sostitutivi tra Orte e Spoleto; un regionale è stato soppresso. Nel complesso i disagi vengono definiti ‘fortissimi’ con ritardi molto superiori all’ora per ogni convoglio».

Ore 19.33: lo sciopero, inizialmente previsto fino alle 6 di venerdì mattina, è stato prolungato fino alle ore 14 dello stesso giorno.

Ore 19.22: di fronte al dubbio se continuare ad occupare dei binari o tornare alle portinerie, gli scioperanti hanno messo ai voti le due proposte. Ha vinto a maggioranza quella di proseguire la protesta in stazione. Nota di colore: fra i manifestanti, armato di megafono, è spuntato anche Oreste Scalzone, fra i fondatori di Potere Operaio e Autonomia Operaia.

Ore 19.14: il questore Carmine Belfiore ha parlato direttamente con i lavoratori che stanno occupando ancora i binari, spiegando che il traffico ferroviario è stato già bypassato su altre direttrici. I lavoratori, per il momento, non intendono però fare passi indietro e proseguono nella loro protesta.

Ore 18.37: sono circa 200 i lavoratori che stanno occupando i binari della stazione ferroviaria di Terni. Dal punto di vista dell’ordine pubblico la situazione si può definire ‘tranquilla’, anche se non è chiaro se e quando il blocco verrà rimosso. Dal punto di vista dei disagi per gli utenti, Ferrovie dello Stato sta deviando verso Chiusi-Terontola i principali convogli della tratta Roma-Foligno, tra cui un Freccia Bianca. In tutti questi casi il ritardo medio, rispetto agli orari previsti, è di circa un’ora.

Ore 17.55: secondo quanto riferito da Ferrovie dello Stato, sono cinque i treni fermi nelle diverse stazioni interessate direttamente e indirettamente dalla protesta: si tratta di quattro treni regionali e un Intercity. Per contenere i disagi, le FS stanno organizzando bus sostitutivi fra Orte e Spoleto e sulla tratta Terni-L’Aquila.

VIDEO: LA PRIMA ASSEMBLEA IN STRADA

Ore 17.30: palazzo Spada I lavoratori dopo essere stati fuori dalla sede del Pd, si stanno dirigendo verso palazzo Spada dove è in corso una riunione dei capi gruppo consiliari.

Ore 16.55: la sede del Pd Gli operai, dopo aver occupato per più di mezz’ora i binari della stazione ferroviaria, continuano il loro pacifico corteo dirigendosi verso la sede del Pd.

Ore 16.15: binari occupati I lavoratori, dopo l’incontro tra sindacati e prefetto, si sono diretti verso la stazione ferroviaria occupando i binari. La manifestazione è pacifica ma i lavoratori sono risoluti a far sentire la propria voce.

VIDEO: IL CORTEO DEGLI OPERAI VERSO LA STAZIONE

Ore 15: in prefettura L’assemblea dei lavoratori è terminata poco prima delle 14, quando gli operai si sono diretti in corteo verso la prefettura. All’arrivo davanti al palazzo del Governo i sindacati hanno chiesto e ottenuto un incontro con il prefetto Bellesini. Qualche minuto prima delle 15 i segretari sono entrati in prefettura per il colloquio con il prefetto.

TK-AST: PARLA IL MINISTRO, TUTTE LE REAZIONI

Ore 12.30: proclamato sciopero Durante la prima assemblea, alle 12.30, che si è svolta in strada in quanto l’azienda ha negato l’accesso ai lavoratori che non erano in turno, è stato indetto uno sciopero fino alle 6 di venerdì mattina con presidio delle portinerie. I sindacalisti hanno definito l’azienda «arrogante e prepotente». A giorni verrà anche proclamato uno sciopero cittadino: Terni si fermerà per le sue acciaierie. Inoltre si vuole organizzare una manifestazione sotto Palazzo Chigi.

PROPOSTA DEL GOVERNO: LA BOZZA INTEGRALE

537 lettere In tutto, come spiega la Regione alla quale sono state fatte «comunicazioni ufficiali», le lettere di licenziamento sono 537: per Ast la procedura riguarda 473 dipendenti di cui 381 operai e 92 impiegati e quadri; per la Società delle Fucine 45 dipendenti di cui 30 operai e 15 impiegati e quadri; per il Tubificio di Terni 7 dipendenti di cui 2 operai e 5 impiegati e quadri mentre per Aspasiel Srl 12 impiegati e quadri. Le procedure termineranno entro 75 giorni.

L’azienda accelera Tutto questo dopo che Ast ha annunciato che per lei il contratto integrativo aziendale non è più in vigore. La comunicazione recita: «Con la presente, in relazione alla nota crisi del mercato siderurgico, alle gravi ricadute produttive, all’ottimizzazione dei costi ed al piano industriale presentato il 17 luglio 2014, si comunica che con decorrenza 1 ottobre 2014 sarà indispensabile dare applicazione esclusivamente al vigente contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti all’industria metalmeccanica, ritenendo pertanto disapplicati, inefficaci e comunque oggetto di recesso e disdetta tutti gli accordi aziendali di secondo livello». Ma soprattutto che farà partire le tanto temute  lettere di messa in mobilità. I sindacati, secondo i quali «il governo ha sottoposto alle parti una proposta che è stata ritenuta insufficiente dalle organizzazioni sindacali rispetto alle posizioni espresse fino a mercoledì pomeriggio», dovranno giocare ancora di rimessa.

La conferma Che la procedura sia stata avviata lo conferma Marco Bentivogli, segretario nazionale della Fim Cisl: «La mobilità dovrebbe riguardare circa 500 lavoratori. Noi non gettiamo la spugna e vogliamo riaprire il negoziato».

LA VERTENZA

La proposta Il governo ha riassunto – in sette paginette – le diverse posizioni espresse da azienda e sindacati e il ‘lodo’ proposto viene comunque considerato un punto di partenza. In quel documento gli sconti energetici per l’azienda ci dovrebbero essere, ma sarebbero previste anche misure per il ricollocamento dei lavoratori considerati in esubero – i 290 già annunciati in un secondo momento, dopo che si era partiti da 550, con incentivi per chi decide di uscire e 24 mesi di cassa integrazione straordinaria – e investimenti, ai quali dovrà contribuire anche la Regione, da affiancare a quelli aziendali.

LA STORIA DI AST

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4 replies on “Tk-Ast, sciopero e blocchi fino alle 14 di venerdì. Renzi: «Sono terrorizzato, faremo di tutto»”

  1. la rivoluzione a volte è necessaria , questa non è una di quella volte , E’ LA VOLTA

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